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6 giugno 2010

Meeting “Diabete e Gravidanza”all’Università di Chieti

Lo scorso aprile nella Sala Conferenze del CeSI, Campus Universitario di Chieti, si è tenuto il Meeting sull’Innovazione Tecnologica Per la Cura del Diabete, con il patrocinio dell’Università “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara, della Facoltà di Medicina e Chirurgia e dell’Assessorato alla Sanità Regione Abruzzo.

Il Dott. Giorgio Grassi, coordinatore del Gruppo di Studio Iterassociativo AMD SID Tecnologia e Diabete, in particolare ha affrontato il percorso dell’alleggerimento della quotidianità nella prospettiva del pancreas artificiale. Il tema centrale del Convegno è stato il diabete gestazionale. Le tecnologie per la cura del diabete in gravidanza si integrano in una nuova attenzione: le microinfusioni per l’erogazione di insulina nonché i nuovi strumenti per il monitoraggio continuo della glicemia si sposano e si integrano in una possibilità nuova di attenzione e di cura del diabete in questa condizione.

E’ molto importante che i medici che hanno in cura donne diabetiche in gravidanza siano a conoscenza delle nuove frontiere della medicina per scegliere opportunamente e ben utilizzare la tecnologia.
L’obiettivo è quello di saper orientare correttamente l’informazione sia per i pazienti che per i medici sull’uso delle nuove tecnologie.

Immaginiamo una donna con diabete insulino-dipendente che programma una gravidanza: questa donna deve ottenere il miglior controllo metabolico possibile prima della gravidanza. Spesso l’infusore rappresenta una scelta ottimale per l’erogazione dell’insulina perché si adatta in modo preciso alle esigenze della terapia in quella condizione, ma la novità sta nell’accoppiare all’infusore un sistema per il monitoraggio continuo della glicemia.

Quindi la donna e il medico che la segue hanno l’opportunità di cogliere esattamente tutte le variazioni glicemiche e poter intervenire immediatamente su queste. Il passo successivo, quello più ambizioso, consiste in un sistema integrato con delle retroazioni dello strumento che eroga l’insulina e dello strumento che misura la glicemia dando la possibilità di assolvere automaticamente determinati compiti.

L’ideale è quello di raggiungere il cosiddetto “pancreas artificiale”, avvicinandosi a piccoli passi, anche se si è ancora lontani dal raggiungere pienamente l’obiettivo e la gravidanza è proprio la situazione più importante per applicare la tecnologia.

La constatazione, infine, che le donne con pregresso diabete gestazionale sono ad alto rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2 e sindrome metabolica negli anni successivi al parto e che il 50% di donne obese che hanno sofferto di diabete gestazionale diventa diabetica, impone l’identificazione precoce e l’adeguato trattamento di tale patologia al fine di ridurre la morbilità materno fetale ma anche per prevenire il diabete di tipo 2 e la riduzione del rischio cardio vascolare tra i soggetti di una comunità.

Lucia Iorio

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