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14 giugno 2010

Università degli Studi di Messina: Neurochirurgia, riusciti al policlinico due interventi complessi

Cooperazione plurispecialistica in due eccezionali interventi al cervello. Una equipe di neurochirurghi, supportati da cardiologi e anestesisti, ha asportato nei giorni scorsi al Policlinico Universitario un emangioblastoma, noto tumore cerebrale con una rara localizzazione nel 4 ventricolo, a stretto contatto con la struttura più vulnerabile del cervello, il bulbo, nel quale si trova il centro che regola l’attività cardiaca.

I due pazienti – un ragazzo di 22 e una ragazza di 16 – operati dal direttore della clinica neurochirurgica Francesco Tomasello e dalla sua equipe, sono stati dimessi in perfette condizioni neurologiche e cardiache.
I due interventi sono stati particolarmente complessi: in entrambi i casi, infatti, si sono presentate complicanze cardiache, prontamente segnalate e fronteggiate dall’anestesista prof. Salvatore Tanania e dai cardiologi. Il primo paziente in particolare durante l’intervento ha subito un arresto cardiaco; è stata poi l’immediata attivazione di un pace-maker – impiantato dalla dott.ssa Concetta Melluso della UTIC diretta dal prof. Giuseppe Oreto – a determinare una ripresa tempestiva dopo pochi secondi.
La seconda paziente ha, invece, subito due episodi di rallentamento dell’attività cardiaca (bradicardia) di breve durata, normalizzata dopo una sospensione temporanea della procedura neurochirurgica.
I due interventi di Messina si possono considerare di grande rilevanza perché la letteratura internazionale riporta solo casi isolati nella sede descritta; la lesione è particolarmente pericolosa perché spesso in fase chirurgica si sviluppano emorragie che hanno conseguenze devastanti.

Queste operazioni sono la dimostrazione che sempre più la Neuroncologia al Policlinico “Gaetano Martino” punta sull’integrazione di diverse competenze specialistiche e su sofisticate tecniche neurochirurgiche. La percentuale di tumori benigni del cervello è alta e il successo dipende dalla possibilità di preservare il tessuto nervoso sano durante la rimozione; la neoplasia, a dispetto del nome, è benigna e, se asportata completamente, senza danni neurologici residui, comporta la guarigione definitiva.

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