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15 giugno 2010

Università di Catania: Seconda edizione dell’Emuni Research Souk

Sono i 14 studenti, dottorandi e ricercatori dell’Università di Catania protagonisti della seconda edizione dell’Emuni souk research “Living together in the multi-cultural society”. L’iniziativa, che si è svolta ieri, è stata organizzata dall’Euro-Mediterrean university (Emuni) e ha coinvolto i diversi Atenei aderenti al network Emuni, collegati in videoconferenza con la Biblioteca Alessandrina: in totale 18 Università (compreso quella di Catania) di 13 diversi Paesi.
La sessione catanese si è svolta nell’aula magna della facoltà di Economia (palazzo Fortuna). L’Ateneo ha partecipato al bando promosso dall’Emuni university con una proposta della facoltà di Giurisprudenza e del Centro interfacoltà biblioteche e documentazione sul tema “Libro e trasmissione della conoscenza: politica, scienza e società multiculturale”.

Il collegamento con Alessandria è stato aperto dagli indirizzi di saluto del presidente dell’Emuni Joseph Mifsud, del direttore esecutivo della Fondazione Anna Lindh Andreu Claret, del rettore dell’Università di Alessandria, Hind Hanafay e del direttore della Biblioteca Alessandrina Ismail Serageldin. Sono intervenuti poi Ahmad Masadeh, segretario generale dell’Unione per il Mediterraneo (Tbc), Mohamed Ibrahim Hsari, direttore generale del Ministero degli affari esteri della Tunisia, Kyriaki Papageorgiu, delegato egiziano della Commissione europea e Mohamed Boudra, presidente del Consiglio regionale di Taza Al Hoceima Taounate (Tbc).

«Il nostro obiettivo – ha spiegato Mifsud – è favorire lo sviluppo della cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo: una condizione necessaria per vincere le sfide che ci impone la modernità. Nel ramo umanistico questa cooperazione c’è già e ha dato frutti molto positivi. Non si può dire lo stesso, purtroppo, per quel riguarda il ramo scientifico e tecnologico».

Successivamente ha preso il via la sessione catanese del meeting, promossa dall’Ufficio rapporti internazionali d’Ateneo (Uri), in collaborazione con il Centro orientamento e formazione (Cof), che ha selezionato dieci studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori per assistere all’evento, e con l’Ersu di Catania. Dopo gli indirizzi di saluto del preside della facoltà di Ingegneria Luigi Fortuna e il discorso introduttivo del delegato d’Ateneo all’internazionalizzazione per il polo scientifico Francesco Priolo, sono interventi il prof. Roberto Tufano, presidente del Centro interfacoltà biblioteche e documentazione dell’Ateneo di Catania e il prof. Salvatore Amato, docente di Filosofia del diritto.

«Lo scopo di questa iniziativa – ha spiegato Francesco Priolo – è quello di mettere in contatto giovani di realtà diverse, al fine di favorire la conoscenza e far aumentare la tolleranza reciproca. Siamo molto soddisfatti della risposta degli studenti catanesi. La cosa maggiormente interessante è che i loro lavori sono andati al di là del loro ambito specifico di ricerca: hanno analizzato, infatti, un tema molto importante come quello della trasmissione della cultura, del libro e della comunicazione quale strumento di comprensione fra popoli di differenti culture. E’ un tema universale che interessa sia il ramo umanistico sia quello scientifico. Per questo ringraziamo l’Emuni per la grande opportunità che ci ha dato con la partecipazione a questo progetto».

Il prof. Tufano ha invece parlato della necessità di dar vita ad una nuova interpretazione dell’area mediterranea: «Storicamente – ha affermato – siamo passati da una “depressione mediterranea”, sviluppatasi durante l’età medievale e moderna, ad una “euforia mediterranea”, nata in tempi più moderni, altamente ingiustificata. Perché l’area euro mediterranea riacquisti il peso che aveva in passato serve una nuova interpretazione, libera da pregiudizi storici e sociali. E questo compito spetta alle Università».

Il prof. Amato ha poi tracciato una linea connettiva tra lo sviluppo del libro e quello della democrazia: «Libri e democrazia nascono insieme: ad Atene la democrazia ha visto la luce contemporaneamente al primo mercato librario. Le grandi rivoluzioni tecnologiche in questo ambito, rappresentate in particolare dalla scoperta del papiro prima, della pergamena poi e in ultimo dall’invenzione della stampa, dimostrano come lo sviluppo dell’idea pubblica, che sta alla base della democrazia, sia favorita in maniera determinate dall’espansione della trasmissione della cultura».

La giornata è poi continuata nel pomeriggio con gli interventi di Laura Palazzani, della Università Lumsa di Roma, che ha parlato della differenza tra bioetica multiculturale e bioetica interculturale e di Imma Ascione, direttore dell’Archivio di Stato di Napoli che ha tracciato un quadro dell’organizzazione degli archivi di Stato italiani. A conclusione i 14 giovani dell’Università di Catania hanno presentato i loro lavori; i due migliori saranno premiati e pubblicati nella rivista dell’Emuni: l’ “International Journal of Euro-Mediterrean Studies”.

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