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27 luglio 2010

Aria di novità per il Politecnico di Torino

Saranno stanziati 9 milioni di euro per i prossimi 10 anni per il polo tecnologico di ricerca scientifica, innovazione tecnologica e di servizi formativi di Verrès grazie alla convenzione tra il presidente della Regione Valle d’ Aosta, Augusto Rollandin, il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo e il rettore dell’università della Valle d’Aosta, Pietro Passerin d’Entrèves.

Si investirà sui giovani per lo sviluppo regionale e all’università e alla ricerca sarà affidato un ruolo di innovazione strategica per valorizzare la regione come centro di un network di conoscenze internazionali, in cui si costruiranno accordi di rete e ricercatori, in cui studenti e studiosi si confronteranno con le sfide del territorio. Scopo della convenzione sarà la valorizzazione di nuove vocazioni culturali, scientifiche, tecnologiche e industriali del territorio e per portare nella Regione una cultura della competizione fondata sul merito per attirare studenti, ricercatori e investitori.

Per il rettore Profumo ”la convenzione andrà verso una maggiore democrazia nella formazione permettendo agli studenti di superare i vincoli di spazio e tempo, avviandosi agli studi universitari vicino a casa”.

La convenzione, infatti, prevederà il rafforzamento della caratterizzazione del Polo tecnologico di Verrès in termini di ricerca, trasferimento tecnologico e servizi. In particolare si prevederà il potenziamento dell’attività del laboratorio di Meccatronica, costituito stabilmente nel Polo a partire dal 2008 e appositamente attrezzato, affinché diventi punto di riferimento per le imprese e i centri di eccellenza della Regione Valle d’Aosta, dell’area piemontese e di quella transalpina, anche attraverso il trasferimento a Verrès di attività e personale di ricerca.

La sede di Verrès costituirà uno degli scenari di riferimento per lo sviluppo delle attività della regione su ricerca, trasferimento tecnologico, servizi al territorio e didattica. I temi da sviluppare riguarderanno in particolare la meccatronica con il potenziamento del laboratorio attivo con nuove risorse umane dedicate, affinché diventi punto di riferimento per le imprese e i centri di eccellenza della Regione Valle d’Aosta, dell’area piemontese e di quella transalpina.

Ricerche ulteriori saranno aggiunte negli ambiti delle tecnologie per il monitoraggio e la sicurezza del territorio, le energie rinnovabili e il risparmio energetico, le tecnologie per la salvaguardia dell’ambiente e il ripristino degli ecosistemi, elettronica, microelettronica, micro robotica e meccatronica.
Tra le principali novità, inoltre, sarà prevista l’introduzione, a partire dal prossimo anno accademico, di un nuovo modello di alta formazione a distanza che utilizzerà le nuove tecnologie e, ad esempio, erogherà tramite Internet, le lezioni registrate nella sede di Torino, relative ai corsi di interesse del Polo di Verrès e svolgerà in modalità telematica degli esami nella sede di Verrès.
Le lezioni saranno scaricabili dal portale dell’università e potranno essere consultabili sull’iPhone. I corsi con il professore si seguiranno a distanza in videoconferenza, con metodi più adatti ai “nativi digitali”.

Il Politecnico piemontese ha un peso rilevante nel panorama italiano ed europeo per quanto riguarda l’ingegneria informatica e ancor più per la meccatronica, che ha portato la sede di Verres a fornire il proprio contributo per l’astronautica e nell’ambito di veicoli sperimentali, come l’ibrido a tre ruote “Mp3″ della Piaggio.

”In una fase delicata per l’economia internazionale e in un momento di riduzione degli impegni finanziari anche nel mondo della scuola e della ricerca – sottolinea Rollandin – Regione Valle d’Aosta, Politecnico di Torino e Università della Valle d’Aosta hanno voluto mantenere fede ad un progetto, nato in questa prestigiosa sede tre anni fa, proponendo oggi un’esperienza innovativa nel campo della formazione universitaria e dell’innovazione tecnologica nella sua accezione più ampia, ponendosi come apripista a livello nazionale rispetto all’esperienza delle lezioni in streaming, modelli di docenza che si pensa possano rappresentare un tassello importante e qualificante per la sede universitaria di Verrès”.

Dora Della Sala

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