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16 luglio 2010

Consiglio Nazionale Delle Ricerche: l’origine della violenza nei bambini

Il disturbo della condotta sociale che colpisce spesso i giovanissimi sarebbe frutto di una qualche disfunzione neurale. Il comportamento anti-sociale e particolarmente aggressivo di alcuni adolescenti potrebbe essere cioè provocato da un difetto del cervello.

Questa è la scoperta di uno studio italo-britannico diretto da Luca Passamonti del Cnr di Cosenza. Gli studi effettuati e i risultati conseguenti dimostrano che meccanismi neurobiologici e disfunzioni cerebrali giocano un ruolo chiave in tutti i giovanissimi con disturbi della condotta sociale.

Si stima che 5 adolescenti su 100 sono affetti dal “disturbo della condotta”, una condizione psichiatrica che possono sviluppare durante l’infanzia o nell’adolescenza. I ricercatori hanno utilizzato lo scanner cerebrale per analizzare l’attività del cervello di alcuni adolescenti che soffrono di questo disturbo. I soggetti sono stati invitati a osservare delle immagini raffiguranti facce arrabbiate, tristi o con espressioni neutre.

Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che l’attivita cerebrale nell’area associata all’elaborazione delle emozioni negli adolescenti affetti da disturbo della condotta è meno attiva. Secondo gli scienziati, questo potrebbe spiegare il perchè alcuni adolescenti non riescono a empatizzare con le emozioni altrui.

Giampaolo Felli

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