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17 luglio 2010

Facoltà d’Ingegneria dell’Università Parthenope: tra poco è agosto

Anche a Napoli, nella Facoltà d’Ingegneria dell’Università Parthenope, cresce la protesta dei ricercatori e del corpo docente contro i tagli all’università preannunciati dal ministro Gelmini. Infatti la decisione di proclamare il blocco della didattica a oltranza, protesta legittima ma alquanto discutibile, sopratutto adesso, nel pieno della sessione estiva degli esami, è stata un fulmine a ciel sereno, o meglio un fulmine in un cielo che vorrebbe da sempre essere sereno, ma che purtroppo non lo è mai stato.

Tutto cominciò così:

Il Consiglio di Facoltà di Ingegneria del 21/06/2010, preso atto che la quasi totalità dei docenti ha aderito, con il blocco delle attività didattiche, all’iniziativa di protesta contro i tagli del FFO alle Università, ripetutamente previsti nelle ultime finanziarie ed in particolare nella manovra correttiva del DL n. 78 del 31.05.2010, sospende le Sedute di Laurea e di Laurea Specialistica fino a data da definirsi. Si precisa che il blocco delle attività relative alle valutazioni di profitto e di ricevimento degli studenti è esclusivamente effettuata dai docenti su base personale. Il Preside Prof. Ing. Alberto Carotenuto

Tutto sembra finire così:

L’assemblea dei docenti e degli studenti della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, riunitasi il giorno 05/07/2010, ha deciso di continuare l’astensione dalle attività didattiche non previste istituzionalmente per protesta contro i tagli del Governo al sistema universitario.
Per senso di responsabilità dei docenti nei confronti del corpo studentesco verrà garantita per il mese di Luglio un’unica seduta di esame ed un’unica seduta di Laurea. Il Preside Prof. Ing. Alberto Carotenuto

L’UDU Napoli, in proposito, ha emesso un comunicato:

“L’UdU- unione degli universitari combatte da quasi due anni ormai, la battaglia contro la legge 133, che prevedendo dei tagli a fontana alla didattica e alla ricerca, va di fatto a smantellare l’istituto dell’università italiana e a colpire duramente la promozione della cultura nel nostro paese. Era L’ottobre del 2008 quando l’UdU proclamava nell’ateneo Parthenope assemblee per discutere e denunciare i gravi provvedimenti previsti dalla 133, cercando di coinvolgere oltre agli studenti anche il personale docente e ricercatore. Ma all’epoca ci siamo scontrati contro un muro di gomma e a dover remare contro docenti e ricercatori. Oggi il personale docente e ricercatore della facoltà di ingegneria della Parthenope, proclamano lo stato d’agitazione, che nello specifico prevede il blocco della didattica.

Lo stato d’agitazione è diverso dallo sciopero, questo infatti viene proclamato dopo un comunicato e attraverso una contrattazione sindacale si stabiliscono le modalità di sciopero e l’erogazione dei servizi minimi agli utenti, quindi in questo caso gli studenti.

L’unione degli universitari aderisce allo stato d’agitazione indetto dalla facoltà di ingegneria, invitando però i docenti e i ricercatori ad una maggiore sensibilizzazione verso le esigenze degli studenti, considerando che se nel caso dei ricercatori il blocco della didattica è giustificato, dal fatto che questi hanno già svolto le ore da dedicare a questa, previsto dal proprio contratto, nel caso dei docenti, il non svolgere la didattica appare ingiustificato.

Come sindacato studentesco crediamo che una protesta vada fatta in maniera articolata e partecipata, con azioni di protesta che abbiano un certo impatto, per far accogliere al governo le proprie rivendicazioni. Nel caso specifico, di questa protesta, gli unici ad essere danneggiati sono gli studenti, che di fatto possono soltanto subire in silenzio la protesta dei ricercatori.

L’unione degli universitari dunque chiede:
– che vengano garantiti i servizi minimi agli studenti;
– di avviare con il personale docente una protesta maggiormente condivisa e che tenga conto anche delle esigenze e dei tempi degli studenti.”

La verità è che ormai siamo alle porte del mese di agosto: chi è riuscito a fare esami è riuscito a fare esami, chi non è riuscito a fare esami non è riuscito a fare esami. E chi ci rimette sempre? Gli studenti.

Giampaolo Felli

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