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6 luglio 2010

La sapienza e gli animali in estinzione

Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia ha dichiarato che la Conferenza Nazionale per la Biodiversità(che la Sapienza ha ospitato dal 20 al 22 maggio)per WWF è un passaggio fondamentale che il nostro paese aspettava dal 1994, ovvero, dalla ratifica da parte del Parlamento della Convenzione.

La Conferenza nazionale all’Università La Sapienza di Roma è organizzata dal Ministro Stefania Prestigiacomo per ribadire l’importanza delle sfide sulla diversità biologica con l’obiettivo di far scaturire gli elementi per costruire una strategia che consenta all’Italia di affrontare efficacemente sfide e impegni del prossimo decennio.

“Il 2010 – afferma il Ministro – è stato proclamato dall’ONU “Anno Internazionale della Biodiversità”, per evidenziare all’attenzione del mondo intero la questione dell’impoverimento ambientale del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed ecosistemi e le inevitabili conseguenze sul benessere umano.In tale contesto il 2010 segna per l’Italia un momento di particolare importanza per la definizione della Strategia Nazionale per la Biodiversità”.

Il Wwf,partener e protagonista della Conferenza,lancia un allarme:in Italia 23 specie animali rischiano l’estinzione. In cima alla lista di Wwf c’è l’orso bruno (meno di 90 esemplari in tutta Italia, 30-35 sulle Alpi, meno di 55 sugli Appennini), ma anche la lontra (220 – 260 esemplari), l’aquila del bonelli (15 coppie in Sicilia), l’avvoltoio capo vaccaio (10 coppie). Tra le specie avicole figurano le pernici bianche (dalle 5 alle 9 mila), la gallina prataiola (dalle 1.500 alle 2 mila) e diverse anatre mediterranee come pelobate fosco (meno di 10 individui).

A rischio anche la testuggine comune, i pesci delle acque interne, le tartarughe marine, il tonno rosso, il delfino comune, la foca monaca, i chirotteri, il camoscio appenninico (700 – 800 esemplari), lo stambecco alpino (30 mila capi), il lupo (500 – 800 esemplari), il capriolo italico (meno di 10 mila), l’airone bianco maggiore, il falco pellegrino e il cervo sardo (7 mila capi).

Secondo Wwf – che denuncia come la distruzione della biodiversità terrestre nel 2050 avrà risvolti anche dal punto di vista economico-cause di questi pericoli sono, prima di tutto i cambiamenti climatici e il degrado degli ecosistemi.

Il Fulcro del dibattito è l’art. 6 della Convenzione Internazionale, ovvero la necessità di includere la conservazione della biodiversità all’interno di tutti gli strumenti di pianificazione economica e sviluppo, dall’agricoltura al turismo all’industria nazionali e regionali. Nell’Ue,infatti, soltanto il 17% degli habitat e delle specie piu’ a rischio presentano uno stato di conservazione soddisfacente.

La manifestazione si è chiusa alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano.
Domenica 23 maggio, a conclusione della Conferenza Nazionale per la Biodiversità, l’Orto Botanico della Sapienza 2010 ha consentito l’accesso gratuito al pubblico e ha organizzato visite guidate alle collezioni vegetali presenti nelle serre storiche o coltivate all’aperto.

Dunque,anche se criticata da alcuni, è stata nel complesso sicuramente una cosa positiva questa sensibilizzazione alle problematiche ambientali.
I bambini, in particolare, hanno potuto visitare i tesori dell’Orto Botanico lungo un percorso di educazione ambientale, che li ha visti protagonisti nel leggere l’età delle piante, riconoscere le specie, seminare e ricostruire le piante osservate con i puzzle.

Roberta Nardi

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