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8 luglio 2010

L’università non è un’impresa, il sapere non è una merce

Si è tenuta stamattina l’assemblea generale studenti-docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia per discutere e confrontarsi sulla prossima mossa da fare in merito al blocco della didattica già in corso e in scadenza il 12 Luglio. In questi giorni, tante sono state le attività di sensibilizzazioni, le riunioni, le assemblee più o meno formali in cui si vagliavano ipotesi d’azione da proporre in assemblea e dove si sottolineava la necessità di promuovere un fronte comune di mobilitazione per continuare ad esprimere dissenso rispetto a questo processo di aziendalizzazione a cui l’università rischia di avviarsi.

Già da tre giorni, inoltre, un’assemblea permanente di studenti ha occupato l’aula 6/7 trasformandola in uno “spazio di riflessione e di decisioni” per impedire l’annientamento della coscienza critica dei giovani e dell’università che, oggi, rappresenta l’ultimo baluardo rimasto di questo stesso senso critico.

Straordinaria la partecipazione all’assemblea di stamattina degli studenti che sono corsi in massa, qualcuno sicuramente per sapere solo quando riprendessero gli esami, ma tantissimi per decidere insieme un eventuale rinnovo della protesta e per dare sostegno a ricercatori e docenti. Discreta, invece, la partecipazione di docenti ordinari, associati e ricercatori, tra cui si segnala la presenza di: Domenico Fruncillo Vittorio Dini, Lillo D’agostino, Giso Amendola, Guido Panico, Adriano Vinale, Jonathan Pratschke, Davide Bubbico, Sabatino Aliberti, Fausto Longo, Roberto Iorio.

Gli stessi docenti si sono mostrati soddisfatti per l’importante partecipazione del corpo studente nel quale “finalmente è maturata la coscienza che l’università non è un esamificio ma che è una macchina che forse oggi è solo in panne, ma che domani rischia la demolizione”, come ha dichiarato il Dott. Adriano Vinale. Tutte le parti coinvolte hanno espresso durante il dibattito, la necessità di continuare con una lotta compatta per impedire questo concreto obiettivo di “smantellamento” dell’Università italiana promossa dal Governo in carica.

I docenti hanno sottolineato che l’unione studenti-docenti si rende necessaria soprattutto perché nel caso specifico dell’Università degli Studi di Salerno, i primi che avrebbero dovuto perorare la causa non l’hanno fatto (lo dimostrano le recenti dichiarazioni fatte del Magnifico Rettore Pasquino e l’assenza del Preside Cerchiai che ha confermato la sua posizione non solo non presenziando all’assemblea, ma facendo pervenire stesso ieri i nuovi appelli a docenti e studenti senza interpellare le parti in causa). Essi, inoltre, hanno voluto, inoltre, chiarire e ribadire che la lotta non è docente vs studente ma che la controparte è solo il Governo e l’insieme di riforme che adesso sono nelle mani della Gelmini, ma che possono essere fatte risalire alla Moratti e alla già precedente azione di Berliguer.

Oggi c’è il reale rischio non solo dell’aumento delle tasse universitarie, ma, della possibilità concreta di una totale disattivazione dei corsi di laurea a partire dal prossimo anno accademico: oggi ciascun studente di Lettere e Filosofia, anche il più scettico, ha preso coscienza di tutto ciò e ha definitivamente deciso di aderire alla protesta.

Dopo ore di dibattito, l’assemblea studenti-docenti così ha deciso all’unanimità:

-* agitazioni permanenti e proteste per tutto il mese di Luglio;

-* sospensione esami di profitto fino al 14 cm;

-* ipotesi di eventuali altre sedi dove sostenere gli esami;

-* coinvolgimento delle altre facoltà salernitane e nazionali;

-* organizzazione di un’assemblea d’ateneo;

-* i docenti svolgeranno esclusivamente le 120 ore di didattica previste per legge;

-* nessun impegno extra per i ricercatori (nessun assunzione di supplenze);

-* sit-in a Salerno il 14 Luglio dinanzi alla prefettura e incontro con lo stesso Prefetto;

-* sessioni di laurea del 20-23 Luglio garantite.

Tale mozione verrà presentata in sede di Consiglio di Facoltà, che si terrà il prossimo lunedì.

Pasqualina Scalea

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