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16 luglio 2010

Proteste alla Sorbona

Anche alla Sorbona, i problemi non mancano. Anzi, si trova proprio sull’orlo del baratro. L’antica e prestigiosa universita’ del quartiere latino, in ginocchio dopo uno sciopero che ha battuto i record del Sessantotto, si gioca non solo l’anno scolastico, ma anche la reputazione internazionale con un calo, per alcuni inevitabile, delle iscrizioni per il prossimo anno accademico. Le Figaro parla di crisi di immagine, perché sembra che le università straniere, in particolare quelle americane, stanno avendo la meglio.

Si parla anche di crisi economica perche’ 24.000 studenti potrebbero chiedere il rimborso di una parte delle tasse di iscrizione se l’ultimo semestre non dovesse essere valido. Le iscrizioni per il prossimo anno sono a rischio e, così, il budget della più vecchia università di Francia.

Il problema è che l’ateneo francese è paralizzato da settimane. La protesta è la stessa che va avanti ormai da mesi: no alla riforma della scuola voluta dal governo e sulla quale Sarkozy non intende proprio tornare indietro, no all’autonomia economica degli atenei e no soprattutto alle modifiche dello statuto dei ricercatori e all’aumento degli anni di studio per il diploma di insegnante. Nel cuore di Parigi, tutte le mattine, decine di giovani ammassano sedie e banchi davanti al solo ingresso dell’università, ancora relativamente accessibile, quello laterale della rue de la Sorbonne, e davanti agli occhi impotenti dei vigili.

Nella piazza, alcuni ricercatori e professori distribuiscono volantini incolpando il governo per un conflitto senza fine e senza negoziati. Professori e studenti che invece, stanchi delle assemblee, vorrebbero riprendere i corsi sono sistematicamente rinviati a casa. Pochi giorni fa, per tutta risposta, un’insegnante di inglese ha fatto svolgere alcune prove d’esame nel fast food vicino all’ateneo. Alcuni osservatori si chiedono se la Sorbona – da sempre in prima fila nelle rivendicazioni degli studenti – stia ora tentando il suicidio, mentre la maggior parte delle università francesi hanno finito col rientrare nei ranghi per risolvere il problema esami. Alla Sorbona (come anche nelle università di Caen, Tolosa, Grenoble e Nanterre) non c’è più tempo invece per organizzare le prove prima della pausa estiva. Il valore di eventuali diplomi potrebbe essere messo in dubbio. Ma è anche qui, in questo storico ateneo che, secondo Le Figaro, si gioca ”simbolicamente” il futuro di tutta l’università francese, che, soprattutto all’estero, vive anche del prestigio della Sorbona.

Questo accadeva in Francia tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, situazione molto simile alla nostra; situazione da cui prendere qualche spunto su come proseguire la protesta. In Francia hanno proseguito lo sciopero senza indugi tutti compatti sia docenti che studenti.

Virgilio Marano

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