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16 luglio 2010

Studio universitario: in amore l’uomo è, sotto certi aspetti, più insicuro della donna

Secondo un gruppo di studiosi, riunitisi recentemente in occasione delle “Giornate medico-legali” organizzate dalla Società Italiana di Medicina Legale e Assicurazioni, la gelosia che porta all’omicidio del partner non sarebbe scatenata dal timore del tradimento o del rivale in amore ma dalla paura dell’abbandono e, dal punto di vista evoluzionistico si spiega con la necessità di accertarsi della paternità dei figli.

Isabella Marzagora Betsos, criminologa dell’università di Milano, ha notato che in questi ultimi anni le violenze sulle donne e nei casi estremi l’uxoricidio non sono più causati dalla paura dell’ “altro” ma dalla paura di essere abbandonati, e in un momento di crisi come quello attuale tale fenomeno può aumentare. Dalle statistiche emerge che l’uxoricidio è un crimine dal trend costante in Italia: 101 casi nel 2000 e 103 nel 2006.

Betsos nota inoltre come l’uxoricidio è figlio di una sottocultura della prepotenza e della discriminazione di genere e in molti casi è compiuto da soggetti che vivono nel panico dell’abbandono. Uno dei momenti più a rischio per le donne è quello della prima gravidanza, quando il partner sente che l’attenzione è distolta da lui e può soffrire di un forte senso di abbandono che può portare all’omicidio.

Il Centro Europeo di Psicoterapia Integrata (Cepi) parla di “schizofrenia affettiva” che, secondo Michele Campanelli si presenta come un nucleo psicotico, con cui si convive nella vita quotidiana ma che esplode quando l’uomo teme che si stia preparando la rottura di un legame affettivo fortemente significativo.

L’evoluzione, secondo Marco Marchetti, medico legale dell’università del Molise, spiega il timore dell’abbandono come comportamento atavico nell’uomo. Come tutte le emozioni, infatti, anche la gelosia ha basi biologiche, è un’emozione complessa che ha come forma adattativa quella di accertarsi della paternità della prole.

Marchetti spiega come questo sia un processo derivante dal fatto che nelle donne l’estro non è visibile, a differenza degli altri animali che emanano segnali olfattivi, e questo fa supporre che la donna sia disponibile sessualmente ogni giorno dell’anno e da qui la necessità di accertarsi della paternità dei figli messa in atto attraverso un senso di possesso, anche perchè l’uomo investe molto nell’accudire i figli, diversamente da quanto accade nel mondo animale.

La gelosia ha anche un volto patologico e lo psichiatra forense dell’università La Sapienza di Roma, Maurizio Marasco ricorda che esistono i cosiddetti deliri di gelosia. Ossia il caso degli alcolisti, dove uno dei segni tipici è proprio un disturbo costante del pensiero, per cui l’alcolista si convince che il partner lo tradisce, in alcuni casi al punto da arrivare ad uccidere. Analoga situazione avviene negli schizofrenici e nelle persone con sindrome delirante cronica.

Giampaolo Felli

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