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14 luglio 2010

Unisa scende in piazza: “Toglietemi tutto, ma non il mio…brain”

Grande successo per la protesta “salva università” dell’Università degli Studi di Salerno che stamattina è scesa in piazza. Oltre seicento persone si sono mobilitate per giungere alle ore 10,30 in Piazza Portanova a Salerno, in pieno centro. I numerosi e agguerriti studenti di Unisa si sono uniti stamane in un solo grido: “L’università non si tocca”.

A capitanare il folto corteo di studenti, ricercatori e docenti, tra cui il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Luca Cerchiai e i Prof. D’Agostino, Giso Amendola, Casillo,Pendenza c’erano i ricercatori Aliberti, Fruncillo, Pratschke, Vinale, Bubbico, Trapanese, Panico, R.Iorio e tanti altri.
Varie e diverse le facoltà che hanno partecipato alla protesta: Lettere e Filosofia, Farmacia, Ingegneria, Giurisprudenza, Scienze Politiche. Particolarmente di rilievo la massiccia partecipazione degli studenti del corso di laurea in Sociologia, sia della triennale che della magistrale.

La manifestazione è cominciata con una “seduta rotonda”, in cui tutti i partecipanti si sono letteralmente seduti per terra in piazza, per destare sospetti nei curiosi passanti cui hanno cercato di far arrivare notizia del perché di quella presenza. Al megafono urlante tante le cose dette in particolare “Non è una battaglia della nostalgia, del movimento della pantera nera o dei sessantottini, ma è una lotta per l’istruzione”, “Bisogna prendere coscienza dei propri mezzi senza fare recriminazioni”.

Dopo questo primo momento in piazza, il corteo si è spinto sul lungomare fino a giungere davanti alla Provincia dove si è stretto intorno alla protesta di alcuni lavoratori licenziati dalla stessa provincia; da qui poi è giunto in Piazza Amendola, sede della Prefettura, dove una delegazione di studenti, docenti e ricercatori ha chiesto di conferire con il Prefetto. Oltre a Unisa, degna di nota la partecipazione di una piccola rappresentanza dell’Università degli Studi di Napoli.

Pasqualina Scalea

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