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9 luglio 2010

Università degli studi di Padova: Bosco risorsa fragile

L’Italia, contrariamente a quanto si pensa, è un paese nel quale la superficie forestale aumenta costantemente.

Più di un terzo della superficie nazionale è ricoperta da formazioni forestali, tale situazione è dovuta a due tendenze: il progressivo abbandono che interessa molte aree montane o collinari e l’adozione di misure di gestione del patrimonio attente alla sostenibilità delle utilizzazioni. Da questa superficie, ogni anno, si prelevano circa 8,5 milioni metri cubi tra legname da lavoro e legna da ardere, cioè circa il 24% del quantitativo di legname che ogni anno si forma nei boschi italiani. Come si può intuire è una gestione molto oculata, è come se si usasse solo una parte degli interessi che un capitale genera ogni anno senza minimamente intaccare il capitale stesso.
Tuttavia l’Italia occupa la sesta posizione a livello mondiale e la seconda a livello europeo come importatore di legname e di prodotti a base di legno, in particolare le importazioni di materiali e prodotti a base di legno sono pari a circa 13,4 miliardi di euro.

Lunedì 12 e martedì 13 luglio, in Sala dell’Archivio Antico del Palazzo del Bo a Padova, si terrà FORMEC 2010 Forest Engineering: Meeting the Needs of the Society and the Environment, il convegno che riunisce i massimi esperti nella gestione delle foreste (tra cui Walter Warkotsch, Tom Gallagher, Janusz Sowa, Walter Warkotch), organizzato dal Gruppo Gestione Operazioni Forestali, coordinato dal Professor Raffaele Cavalli del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro‐Forestali dell’Università di Padova.

Le giornate di studio approfondiranno sia le tematiche legate all’utilizzazione e trasporto del legname, all’ergonomia (le posizioni di lavoro) di chi opera nel settore, alla gestione, formazione e gestione della manodopera, ma anche gli aspetti ecologici che possono venir compromessi dalle emissioni dei gas di scarico e dal rumore oltre all’utilizzo della biomassa forestale per la produzione di energia.

‹‹Bisogna sempre tenere presente che il bosco è, di per sé, un ambiente fragile›› afferma il Professor Raffaele Cavalli. ‹‹Per questo motivo le diverse operazioni di taglio, trasporto del materiale dal punto di caduta a quello di lavoro, l’uso di mezzi meccanici, rumorosi o inquinanti, pongono ai diversi operatori della catena industriale problemi che sconfinano dal puro e semplice trattamento del materiale legnoso. La possibilità di ridurre la quota di importazioni passa anche attraverso il miglioramento della competitività economica dei materiali che si possono trarre dai nostri boschi, aumentando, da un lato, la quantità dei prelievi, pur nel rispetto dei criteri che finora hanno governato la gestione forestale, e, dall’altro, affinando le tecnologie adottate per l’utilizzazione dei boschi e sostenendo l’evoluzione delle imprese boschive. Il FORMEC 2010›› continua Cavalli ‹‹rappresenta un’importante occasione di incontro per i ricercatori di tutto il mondo ed è la sede ideale per valutare quale ruolo l’ingegneria forestale può offrire, oggi, alla gestione sostenibile delle foreste››.

Lunedì 12 luglio alle ore 9.00 in Sala dell’Archivio Antico del Palazzo del Bo, dopo i saluti di Francesco Gnesotto, Prorettore Vicario dell’Ateneo patavino, di Giancarlo Dalla Fontana, Preside di Agraria, di Maurizio Dissegna, Direzione Foreste ed Economia Montana – Servizio Pianificazione e Ricerca Forestale della Regione Veneto, e Raffaele Cavalli, Gruppo Gestione Operazioni Forestali del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro‐Forestali dell’Università di Padova, Karl Stampfer, University of Natural Resources and Applied Life Sciences di Vienna, introdurrà la lectio magistralis di Hans Rudolf Heinimann, Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo.

Il programma dei lavori del convegno, che si svolgono in tre sessioni parallele, sono disponibili al seguente indirizzo

http://www.tesaf.unipd.it/formec2010/01Programme.htm

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