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23 luglio 2010

Università di Bolzano: Cento giorni di CdU

In occasione della nella seduta costitutiva del Consiglio dell’Università, il presidente della LUB Konrad Bergmeister lo aveva detto: “Concepisco il lavoro presso l’Università come un lavoro di squadra”. L’intero CdU, dunque, ha oggiAggiungi un appuntamento per oggi incontrato la stampa. Tema all’ordine del giorno: i primi cento giorni di mandato.

Nei primi cento giorni il Consiglio dell’Università si è riunito 4 volte, ha analizzato lo stato attuale dell’Ateneo ed ha elaboratole linee guida che determineranno lo sviluppo della LUB.

Offrire corsi di laurea di alto livello e trilingui rimane l’obiettivo prioritario. Ogni Facoltà avrà un’offerta formativa completa, ovvero la laurea triennale, la magistrale ed il dottorato di ricerca. I corsi esistenti saranno consolidati e messi in rete, se possibile, con i vicini atenei di Trento ed Innsbruck. I nuovi corsi di laurea, che saranno attivati presso quasi tutte le Facoltà, potranno nascere anche dalla combinazione dei corsi già esistenti, ad esempio tra Informatica ed Economia. In questo momento si stanno analizzando i corsi di laurea esistenti sul territorio tra Monaco e Verona e si stanno sviluppando sinergie.

Nella formazione degli insegnanti saranno integrate più materie musicali. In questi mesi, insieme alle intendenze scolastiche ed ai rappresentanti della Provincia, si sta lavorando alla preparazione di un offerta formativa che corrisponda alla riforma della scuola superiore.

Il CdU ha intenzione di aprire un nuovo fronte di sviluppo: la fondazione delle cosiddette graduate schools, scuole di alto livello che riuniscono dottori di ricerca. Attraverso la ricerca che svilupperanno sarà possibile, a lungo termine, guadagnare una posizione di rilievo in uno dei settori di ricerca.

Per lo sviluppo dell’Università saranno decisive le chiamate di personalità altamente qualificate. Il CdU lavora all’elaborazione di linee guida che assicurino trasparenza delle procedure ed alta qualità accademica.

Sul fronte della trasparenza: oltre al bilancio economico ogni anno saranno pubblicati un bilancio del sapere, che riporterà i principali risultati della ricerca scientifica e della didattica basata sulla ricerca, e un bilancio sociale che darà conto della vita universitaria, del rapporto tra professori e studenti ed il territorio.

Il plurilinguismo della Libera Università di Bolzano dovrà caratterizzare sia gli studenti sia i professori. Al termine degli studi le competenze linguistiche acquisite dovranno apparire nel diploma-supplement. Si pensa anche ad una certificazione della seconda lingua della provincia, che costituisca un riconoscimento del grado di bilinguismo raggiunto.

Alcuni cambiamenti riguardano anche la struttura stessa dell’Università: visto il rapido sviluppo degli anni passati, è necessario analizzare ed ottimizzare i processi interni. In campo accademico le singole Facoltà dovranno agire in rete ed organizzarsi autonomamente assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.

Lo sviluppo della Libera Università di Bolzano andrà in direzione del plurilinguismo e dell’internazionalizzazione, facendo rete con altre istituzioni internazionali e tenendo conto delle esigenze territoriali e delle competenze presenti negli atenei vicini.

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