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4 agosto 2010

Parola d’ordine: Mobilitazione

Forse il ministro Maria Stella Gelmini non si rende conto del caos che il suo più che discusso DDL 1905 sta creando. O forse è proprio quel che vuole. Ricercatori senza futuro, prossimo anno accademico in dubbio, fondi ridotti al minimo, studenti alla ribalta. Se dalle fila politiche però nessuna voce si leva a difesa del sistema universitario del Paese, e se i media nazionali continuano a tacere i disagi che quest’ultimo sta subendo, i diretti interessati, studenti, docenti, ricercatori di tutte le Facoltà non hanno più voglia di veder minati i propri diritti e il proprio futuro.

L’Assemblea d’Ateneo della Federico II svoltasi il 19 luglio ha stilato 10 punti da seguire in vista della difesa dell’Università, divisi in tre sezioni.

Manifesto degli Studi, in cui si enumerano le difficoltà cui l’Università va incontro a causa degli effetti del decreto e si chiede ai Presidi di tutte le facoltà di raccogliere le firme dei docenti ordinari, associati e ricercatori che si atterranno esclusivamente ai compiti didattici istituzionali e di inviare l’elenco al Senato Accademico entro il 31 Luglio 2010. Inoltre, si richiede agli organi dell’Ateneo di non ricorrere a contratti di natura privatistica per colmare le carenze dell’offerta didattica, perché il diritto allo studio, offerto a tutti i cittadini dall’università statale, non deve essere soffocato.

Anno Accademico, che si sofferma sullo stato d’incertezza che permea l’avvio del prossimo anno.

Mobilitazione, la parte più importante, i cinque punti finali che riassumono le strategie da seguire in vista dell’opposizione pacifica da schierare a difesa dell’Università. Prima di tutto, sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla protesta, diffondendo quelle notizie che vengono taciute dai telegiornali, in modo che siano ancora più numerosi coloro che sostengono e promuovono la protesta. Di seguito, leggere un testo sui motivi della mobilitazione prima di ogni proclamazione di laurea o prima dell’inizio dei test d’ammissione.

Gli ultimi tre punti stabiliti dall’Assemblea propongono di riservarsi di praticare l’astensione dagli organi di auto-governo, di convocare una nuova assemblea di Ateneo ai primi di settembre con tutte le componenti universitarie per discutere di come proseguire la mobilitazione, in coordinamento con le iniziative di mobilitazione nazionale e infine di convocare una assemblea degli Atenei campani.

Propositi lodevoli, che devono essere realizzati, senza rimanere una serie di punti scritti su un foglio. Dimostriamo a chi dice che gli Italiani sono un popolo di apatici che invece i figli di Roma non permettono a nessuno di calpestare i loro diritti.

Marilena Grattacaso

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