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7 settembre 2010

I ricercatori a Napoli rendono pan per focaccia

Continua la silenziosa ma ferma protesta dei ricercatori italiani, costretti in una situazione pressoché insostenibile dall’ormai – tristemente – noto Ddl Gelmini 1905.

Gli obblighi didattici sono quasi equiparati a quelli dei docenti ordinari, ma le loro possibilità di carriera sono ridotte al minimo, a prescindere da quanto siano meritevoli. I più coraggiosi tentano fortuna all’estero, i più ostinati, forti della propria sete di giustizia, protestano e chiedono il rispetto dei propri diritti.
A Napoli, i ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli (Sun) hanno firmato una nota nella quale espongono la decisione di astenersi dal partecipare alle commissioni e ai comitati di vigilanza delle prove di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Visto il forte disagio proclamato dai ricercatori di tutta Italia, e dopo la rinuncia agli incarichi d’insegnamento per il nuovo anno accademico, i ricercatori della facoltà di Medicina della Sun hanno infatti deciso di non partecipare ad un’attività accademica che non rientra necessariamente nei loro compiti istituzionali, e si augurano che “tale tipo di protesta venga esteso anche alle commissioni e ai comitati di controllo delle prove di ammissione di tutte le facoltà che utilizzano l’accesso programmato.”

Come dire, caro Ministro dell’Istruzione, abbiamo fatto la nostra mossa, e ora aspettiamo la tua.

Marilena Grattacaso

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