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14 settembre 2010

Università Carlo Cattaneo: Cina e Arizona per l’estate tutta speciale degli studenti della LIUC

Le Summer School della LIUC, destinazione Cina e Arizona, hanno riscosso anche quest’anno un enorme successo tra gli studenti, rientrati in Italia con un bagaglio di esperienze da spendere nel proseguimento dei loro studi. Nel tradizionale incontro di inizio anno che tira le fila delle Summer School, il Rettore della LIUC Andrea Taroni ha ricordato che “nel ricchissimo panorama di attività internazionali messe in campo per connotare la formazione degli studenti in un’ottica sempre più globale, come il mercato del lavoro richiede, le Summer School rappresentano uno dei nostri fiori all’occhiello”. Si tratta, ha ricordato il Rettore, di “percorsi intensivi che mettono i ragazzi in contatto con un sistema universitario diverso dal nostro, ma anche con un differente sistema produttivo. Il tutto, mettendo alla prova la conoscenza della lingua inglese. Un’opportunità straordinaria che la LIUC può offrire anche grazie al supporto di UBI Banca”.

Giunti alla sesta edizione della Summer School in Cina e alla quarta di quella in Arizona, è tempo di bilanci per la Responsabile delle Relazioni Internazionali della LIUC, Fiona Hunter: “Il progetto Summer School è una attività oramai consolidata dell’Università Cattaneo. A differenza degli altri progetti di mobilità in cui lo studente parte da solo o in piccoli gruppi di 2 o 3 studenti per almeno un semestre, è un progetto di gruppo di durata intensiva. E’ il risultato di una stretta collaborazione tra le due università partner e richiede l’attiva partecipazione di tutti gli studenti che non solo si confrontano con una diversa cultura sia nazionale che accademica ma imparano a gestirsi all’interno di un gruppo composto di 20-30 studenti di tutti gli anni e di tutte e tre le facoltà. Fondamentale per il successo è il ruolo dei docenti accompagnatori che sanno guidare gli studenti in questa esperienza e li aiutano a trarre il maggior vantaggio possibile in sole tre settimane. Molti studenti sono poi stimolati a sperimentarsi in progetti di mobilità di più lunga durata che richiedono maggiore capacità di autonomia”.

La Summer Schol China si è svolta presso la Fudan University di Shanghai. Protagonisti, quest’anno, 25 studenti, accompagnati dai docenti Elena Falletti e Samuele Astuti. “Questa edizione – racconta Samuele Astuti – ha avuto un riscontro estremamente positivo. Gli studenti hanno approfittato dell’eccezionale occasione di crescita culturale e personale non solo relazionandosi con una società e una cultura molto diversi dalla nostra, ma anche impegnandosi in specifiche attività. Le lezioni tenute da esperti professori e ricercatori cinesi hanno illustrato le sfaccettature del miracolo economico che la Cina sta vivendo, in particolare l’evoluzione da economia maoista pianificata al capitalismo di Stato che caratterizza l’attuale fase dello sviluppo cinese”.

Ma per conoscere il “pianeta Cina” è indispensabile entrare in contatto anche con la realtà produttiva di questo Paese: “Gli studenti – spiega Elena Falletti – hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino le logiche di funzionamento del più importante pilastro emergente dell’economia attuale, grazie alle visite presso rilevanti aziende locali (come la Volkswagen Shanghai e la Bao Steel), di confrontarsi con manager italiani di primo piano del business cinese e di conferire con esponenti dell’Ambasciata italiana in Cina. Tra le varie iniziative che hanno caratterizzato lo svolgimento della Summer School di quest’anno va senz’altro evidenziata la visita all’Expo Universale 2010, in particolare la delegazione LIUC è stata ospite del Padiglione Italiano, il quale presenta idee innovative legate al tema dell’esposizione “Better City, Better Life”.
Dalla Cina alla Arizona, dove 17 studenti LIUC hanno frequentato un corso presso l’Arizona State University di Phoenix: “L’università che ci ha ospitati – racconta il docente accompagnatore Emiliano Puddu – è stata fondata nel 1885 e attualmente è la più grande università pubblica americana, con un’ utenza di circa 70.000 studenti. Qui, presso la W. P. Carey School of Business, una delle business school più rinomate al mondo, i nostri studenti hanno frequentato un corso su un argomento nel quale questa Università è leader mondiale, ovvero il supply chain management”.

La Supply Chain integrata è una pratica di sistematico e strategico coordinamento delle tradizionali funzioni aziendali che si sta diffondendo sempre di più nelle industrie di tutto il mondo e che viene concepita quale vantaggio competitivo nell’economia globale, applicata non solo alla produzione di beni ma anche di servizi, settore quest’ultimo molto sviluppato negli Stati Uniti.
“Il professor Stephen Brown – continua Puddu – personaggio dalla lunga carriera in azienda, ha tenuto un corso incentrato sull’interazione attiva con gli studenti, secondo il metodo americano, che prevede lezioni, simulazioni al computer e assignment. Gli studenti si sono dimostrati più che all’altezza della sfida ed hanno interagito piacevolmente, spinti sia dalle conoscenze accademiche acquisite sia dal proprio intuito”.

La Summer School significa al 90% studio e al 10% vita di campus. I nostri studenti hanno avuto modo di vivere l’università così come la vivono gli studenti americani e hanno anche visitato il Grand Canyon, la Monument Valley, Las Vegas e San Diego.

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