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16 Settembre 2010

Università degli Studi di Udine: Catastrofi sismiche e trasformazioni sociali: conoscenza e memoria

Appuntamento sabato 18 settembre a Gemona del Friuli
Spettacolo-dialogo nell’ambito della Scuola di perfezionamento in Gestione del rischio sismico dell’Ateneo di Udine
Far riemergere la memoria del terremoto in Friuli del 1976 come esperienza individuale e collettiva, che ha preso una forma e un significato dalla combinazione fra l’evento fisico, la reazione da parte delle popolazioni colpite e il modo in cui la gente, oggi, vuole o non vuole ricordarlo e raccontarlo. È l’obiettivo del laboratorio sperimentale, spettacolo-dialogo con il pubblico, “Ho tremato con la terra. Un perpetuo circuito di produzione e distruzione”, in programma sabato 18 settembre alle 21 a Gemona del Friuli (Ud) presso la sala della Comunità montana del Gemonese, in via Caneva 25. L’appuntamento è organizzato nell’ambito della Scuola estiva di perfezionamento in Gestione del rischio sismico (Serm) dell’università di Udine. Sulla scena, il Gruppo O’Thiasos che, attraverso recitazione, canto, poesia, immagine e dialogo, susciterà la riflessione sui temi del rischio, dell’incertezza, dell’identità e della memoria.

La terza edizione della Serm tratta quest’anno anche i temi relativi alle trasformazioni sociali dopo una catastrofe sismica e alla relazione fra conoscenza scientifica e conoscenza locale. Ne parleranno Bruna De Marchi, già responsabile del Programma emergenze di massa dell’Istituto di sociologia internazionale di Gorizia, e Silvio Funtowicz, del Centro comune di ricerca (Jrc) della Commissione europea. «Data la rilevanza dell’argomento, sia per gli esperti che per le comunità esposte al rischio – spiega il direttore della Serm, Stefano Grimaz –, lo spettacolo, inserito in questo contesto tematico, è indirizzato a tutti gli interessati ed è pensato per far dialogare in modo diretto la scienza con la gente». L’iniziativa è sostenuta dall’Associazione dei Comuni terremotati e dei sindaci della ricostruzione del Friuli, dai Comuni di Gemona e Venzone.

Filo conduttore dello spettacolo sarà il ripetersi del ciclo della creazione, della distruzione e della rinascita, in cui si combinano eventi fisici e azione umana. Attraverso il mito, il racconto, l’immagine, il dialogo, saranno così evocati temi e situazioni in cui sgomento, paura e perdita si mescolano a speranza, impegno civile e solidarietà. La parte artistico-recitativa è curata dalle attrici e musiciste Sista Bramini, Francesca Ferri, Camilla dell’Agnola e Valentina Turrini. La fotografa Alice Benessia cura la parte espositiva, in cui interverranno Bruna De Marchi e Silvio Funtowicz.

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