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16 settembre 2010

Università di Parma: Dichiarazione Presidenza Facoltà di Agraria su protesta ricercatori

Soddisfazione per la decisione assunta dai Ricercatori della Facoltà

La Presidenza della Facoltà di Agraria dell’Ateneo di Parma si rallegra per la decisione dei Ricercatori della Facoltà di dare la loro disponibilità alla copertura di un corso di insegnamento a testa per l’anno accademico 2010-2011.

La Presidenza, unitamente al corpo docente della Facoltà, ha nel corso degli ultimi mesi seguito con viva preoccupazione l’iter legislativo di modifica delle norme in materia di organizzazione delle Università e del personale accademico, con particolare attenzione a quegli aspetti – fortemente penalizzanti e discriminatori – che riguardano la riforma dello status giuridico dei Ricercatori e che hanno spinto l’intera categoria a svariate forme di lotta e manifestazione a livello nazionale. La protesta dei ricercatori non ha finora prodotto i risultati sperati – vista la pervicacia del legislatore nel mantenere sostanzialmente inalterate le norme previste nel DDL, che di fatto chiuderanno ogni prospettiva di carriera a migliaia di giovani colleghi – ma certamente ha contribuito a far capire all’opinione pubblica e agli utenti del sistema universitario italiano che la disponibilità del personale Ricercatore è indispensabile per lo svolgimento di una regolare attività didattica. Ricordiamo, infatti, che l’attribuzione ai Ricercatori della responsabilità didattica di insegnamento nei corsi di laurea è gratuita e del tutto volontaria, secondo quanto previsto da regolamenti e leggi attualmente in vigore.

Nonostante la protesta sia tuttora in corso, i Ricercatori della Facoltà di Agraria hanno deciso di offrire la loro disponibilità per l’anno accademico che sta per iniziare alla copertura di un corso di insegnamento a testa nell’ambito dell’offerta formativa della Facoltà di Agraria, che, ricordiamo, comprende i corsi di laurea e di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari e in Scienze Gastronomiche.

La scelta deriva dalla presa d’atto delle reali e serie difficoltà della Facoltà di Agraria qualora essi avessero mantenuto la loro, legittima, indisponibilità all’attività di insegnamento. I Ricercatori della Facoltà di Agraria rappresentano infatti il 40% del corpo docente e hanno finora garantito la copertura di molti corsi fondamentali – tra cui diverse materie di base – all’interno dei 4 corsi di laurea attivati. Va ricordato infatti che la Facoltà di Agraria, nonostante l’importanza strategica del settore agroalimentare sul territorio di Parma e dell’intera regione, le valutazioni di eccellenza scientifica ottenute sin dalla sua nascita a livello sia nazionale che internazionale e l’elevato numero di studenti iscritti e laureati ogni anno, continua a trovarsi in una situazione di elevata criticità dovuta alla cronica carenza di strutture (aule, laboratori, biblioteche e spazi didattici) e all’assenza di un Dipartimento di riferimento.

Considerate quindi le peculiarità dell’insegnamento nel settore agroalimentare dell’Ateneo, l’indisponibilità dei Ricercatori all’attività didattica – unitamente alla mancanza di adeguati fondi ministeriali per la copertura delle supplenze e dei contratti necessari ad un normale svolgimento delle attività – sarebbe risultata incompatibile con la possibilità di mantenere attivi i corsi di laurea attualmente offerti dall’Università di Parma per tramite della Facoltà di Agraria. Ciò avrebbe inevitabilmente comportato una massiccia migrazione di studenti attualmente iscritti e di future matricole verso altri Atenei, con il conseguente rischio di chiusura definitiva della Facoltà e di perdita di competenze per l’intero territorio.
In assenza della preziosa collaborazione didattica dei Ricercatori, la Facoltà di Agraria sarebbe stata l’unica nell’Ateneo di Parma a disattivare completamente i primi anni dei suoi Corsi di Laurea, che sarebbero di fatto scomparsi dall’offerta formativa dell’Ateneo. La disponibilità dei Ricercatori a coprire un corso di insegnamento a testa per l’anno accademico 2010-2011 permetterà alla Facoltà di Agraria di rimanere viva, nonostante il permanere di gravi difficoltà dovute alla necessità di copertura di numerosi altri corsi di insegnamento con contratti esterni, al momento senza finanziamento.

La decisione dei Ricercatori della Facoltà è quindi accolta dalla Presidenza e dai colleghi Associati e Ordinari come un grande atto di professionalità e responsabilità nei confronti degli studenti, della Facoltà e dell’Ateneo stesso.

L’intero corpo docente della Facoltà di Agraria coglie infine l’occasione per ribadire il totale sostegno alle eventuali future forme di lotta che continueranno ad essere messe in atto dai colleghi Ricercatori, in accordo con quanto verrà deciso dal collettivo dei Ricercatori dell’Ateneo.

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