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22 settembre 2010

Università di Parma: “Le fitotecnologie nel XXI secolo”

Obiettivo dei lavori confrontare i risultati di ricerche condotte da Istituzioni internazionali e nazionali nel campo delle “scienze delle tecnologie verdi per l’ambiente”Da domenica 26 a mercoledì 29 settembre più di 200 ricercatori di tutti i continenti convergeranno a Parma per partecipare al Convegno Internazionale “Le Fitotecnologie nel XXI secolo: le sfide del futuro dopo Copenhagen 2009: Recupero, Sostenibilità ambientale, Energia, Salute” . Ad organizzare il convegno il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Parma , diretto dal Prof. Nelson Marmiroli , e la International Phytotechnology Society (IPS, Società Internazionale di Fitotecnologie).
Hanno dato un grande contributo alla riuscita del Convegno il Comune e la Provincia di Parma, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’Unione Parmense degli Industriali, la Regione Emilia-Romagna e diversi enti pubblici e aziende private.

Il Convegno di Parma sarà la settima occasione in cui scienziati e operatori appartenenti alla Società Internazionale di Fitotecnologie avranno occasione di incontrarsi per scambiarsi esperienze e formulare previsioni per il futuro.
Particolarmente importante la presenza di scienziati e giovani ricercatori provenienti da paesi emergenti, solitamente esclusi da manifestazioni del genere per problemi di sostenibilità economica ma anche per problemi politici. Questo perché è di fondamentale importanza che le tecnologie verdi trovino applicazione in questi Paesi, in cui i problemi ambientali sono spesso trascurati di fronte ad emergenze apparentemente più gravi.

L’edizione di quest’anno è legata al Convegno di Copenhagen del 2009, in cui si era evidenziato in modo chiaro lo stretto legame che esiste tra ambiente, risorse e possibilità di sviluppo delle società umane. In particolare, è stato evidenziato che l’inquinamento sarà il fattore limitante il benessere delle future generazioni come la carenza di materie prime e di cibo lo sono state per le passate, ma la lotta all’inquinamento passa attraverso il monitoraggio, la prevenzione, l’abbattimento ed il risanamento delle situazioni critiche già esistenti. Per raggiungere questi obiettivi occorre dispiegare tecnologie “verdi” poco impattanti e molto sostenibili. L’obiettivo del Convegno è perciò quella di illustrare e confrontare i risultati di ricerche condotte da Istituzioni internazionali e nazionali nel campo delle “scienze delle tecnologie verdi per l’ambiente”.
Durante le giornate del convegno si alterneranno conferenze plenarie e più ristrette sessioni parallele; saranno presentati ed esposti oltre 100 comunicazioni orali e più di 120 poster.

Il programma degli interventi e dei contributi verte principalmente sull’adattabilità e la versatilità delle tecnologie verdi per l’ambiente e l’agricoltura; le presentazioni spaziano infatti dalla protezione al risanamento ambientale fino alla sicurezza alimentare. Si parlerà, soprattutto, di tecnologie per la decontaminazione di suoli e acque inquinate da metalli pesanti o da composti organici persistenti utilizzando specie diverse di piante. Inoltre si affronterà l’argomento della produzione di bioenergia e biocombustibili da biomasse, e di sequestro del carbonio e dei gas serra con diverse soluzioni tutte legate al mondo verde. Si parlerà delle implicazioni che l’inquinamento ha per la salute umana, delle correlazioni esistenti tra ambiente malato e malattie nell’uomo e di come la distruzione dei “polmoni verdi” sia la causa principale dell’insorgenza di malattie anche gravi, come difficoltà respiratorie e tumori. Inoltre verrà trattato un problema insorto con l’uso delle tecnologie informatiche, ovvero l’inquinamento da nano particelle dovuto ai rifiuti elettronici ed i rischi per l’ambiente e la salute.

Di particolare rilievo per il nostro territorio sarà la trattazione delle relazioni tra ambiente e sicurezza alimentare. E’ noto che le contaminazioni delle catene alimentari rappresentano la principale modalità attraverso cui sostanze chimiche dannose possono raggiungere l’organismo umano ed esercitare i loro effetti, anche nocivi. Le fitotecnologie, ovvero l’utilizzo delle piante per risanare i terreni contaminati e rendere migliore la qualità ambientale, può rappresentare, perciò, una valida tecnologia per garantire in agricoltura catene produttive per ottenere alimenti salubri e nutrienti, capaci di guadagnare la fiducia dei consumatori, sempre più attenti alla qualità dei prodotti alimentari. Questa visione accomuna molto da vicino, quindi, il mondo della ricerca scientifica ambientale e il mondo della produzione agroalimentare.

Il Convegno non è però confinato in ambito strettamente specialistico, ma è diretto anche al settore produttivo e più in generale alla società. Sono perciò previsti interventi di aziende che operano nel settore del risanamento ambientale attraverso le tecnologie verdi e nell’edilizia verde. Una sessione speciale sarà dedicata a progetti di ricerca a livello europeo per il miglioramento dell’ambiente montano, a cui parteciperanno ricercatori di diversi paesi europei.
Particolare attenzione sarà prestata ai giovani, per i quali è stata organizzata una Tavola Rotonda sull’educazione in campo ambientale, volta a formare le future generazioni.

Si tratterà, anche, di inquinamento atmosferico e di come le piante possono migliorare la qualità dell’aria, non solo in ambiente urbano ma anche all’interno delle nostre abitazioni e uffici, trattando così il soggetto dei giardini verticali e “tetti verdi”. Sull’argomento del monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in ambiente urbano, sabato 25 settembre, presso la sede del Comune di Parma, si terrà uno speciale workshop rivolto a tutti gli operatori del settore, organizzato in collaborazione con l’Università di Varsavia (Polonia) e il Norwegian Institute of Agriculture and Environment Sciences di Stavanger (Norvegia), che hanno già avuto specifiche esperienze in questo campo.

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