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10 ottobre 2010

Negazionismo dell’Olocausto a Teramo.

Si può mettere in discussione un evento tanto sconvolgente come l’Olocausto? Si può avere tanto coraggio ancora oggi, dopo tutto quello che si è detto, dopo tutto quello che si è fatto per cercare di ricucire una ferita cosi grande e dolorosa che ha cambiato per sempre l’intera umanità azzerandola quasi, facendola ripartire dalle macerie?

Ebbene si, si può. Un uomo l’ha fatto.

Claudio Moffa, professore ordinario della Facoltà di Scienze Politiche di Teramo ha tenuto una lezione in cui ha espresso le proprie teorie alternative riguardo la più grande tragedia del secolo scorso mettendo in discussione la realtà dei campi di concentramento e l’opera di sterminio messa in atto da Hitler nei confronti di milioni di ebrei.

Il 25 settembre scorso, l’ateneo della città, e precisamente l’aula 12 della Facoltà di Scienze Politiche, è stato testimone della triste lezione tenuta dal docente che ha dichiarato l’assenza totale di prove della volontà del Führer di sterminare gli ebrei.

Claudio Moffa ha dichiarato senza alcuna vergogna che l’Olocausto è stato usato a scopi economici e politici oltre che come arma ideologica fondamentale per fare di una potenza mondiale una vittima. Ha sostenuto inoltre che le prove che testimoniano l’indicibile orrore dei campi di sterminio sono del tutto false.

Alla lezione, l’ultima del master “Enrico Mattei in vicino e Medio Oriente”, erano presenti, manco a farlo apposta, anche numerosi negazionisti noti, tra cui Serge Thion e Robert Faurisson (quest’ultimo già invitato da Moffa a tenere una lezione all’università abruzzese tre anni fa, tra le proteste della comunità ebraica, e dello stesso rettore dell’epoca).

Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche, ha dichiarato che negare l’esistenza della Shoah equivale ad offendere la memoria di tutte quelle vittime senza colpa ed ha invitato quelle persone che ancora mettono in dubbio questa strage a visitare il museo Yad Vashem, il memoriale delle vittime ebree dell’olocausto di Israele.

Moffa continua a farsi scudo della libertà di espressione, e quindi di negare l’Olocausto, dichiarandosi vittima di un argomento tabù che è difficile mettere in discussione senza essere aspramente criticati. Dichiarandosi un perseguitato, porta avanti una difesa senza pari di tutti gli altri colleghi accusati di revisionismo, come il professor Roberto Valvo secondo cui la Shoah è stata una montatura, sostenendo infine che il numero dei morti per mano nazista è volutamente esagerato.

L’ora e mezza di lezione negazionista che ha sconvolto Gianfranco Maris, presidente dell’Aned (associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti), che nel 1943 venne deportato nel campo di Mauthausen, che si dice “disgustato” dalle parole del docente universitario, è stata ripresa e documentata da una telecamera cosi nessuno potrà dire in futuro che non ci sia mai stata. Ma non ne siamo sicuri.

Gabriele di Grazia

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