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Raccordo Avellino-Salerno: la stangata è servita! Ma gli studenti dicono “NO”

Redazione Controcampus 24 Ottobre 2010
R. C.
24/09/2021

Gli studenti, non ci stanno al decreto approvato dal Senato il 25 settembre scorso dove si è decisa la sorte del raccordo Avellino-Salerno e, dopo la presa di posizione da parte delle istituzioni che hanno presentato ricorso al Tar del Lazio su questa decisione al quanto assurda, la protesta ha trovato forti consensi anche da parte delle associazioni che hanno scelto di dar voce al dissenso delle persone coinvolte in questo assurdo provvedimento.



E’ una scelta ingiusta e sperequata in quanto va ad incidere gravemente sul bilancio delle famiglie” spiega il Presidente della neonata associazione socio-culturale Primavera,Titti Amabile.

L’associazione socio-culturale”Primavera”, nata con lo scopo di dar voce ai giovani e renderli protagonisti di quel mondo politico che ogni giorno diventa loro sempre più sconosciuto, verrà inaugurata, giovedi prossimo, con la presenza di ospiti di spessore che rappresentano al meglio i valori dell’associazione come l’onorevole Anna Petrone, Don Luigi Merola e il sindaco di Pollica Stefano Pisani, che ha raccolto l’eredità del sindaco Vassallo ucciso il mese scorso.

Nell’ambito della Conferenza Stampa tenutasi ieri presso l’aula consiliare del Comune di Fisciano, l’associazione “Primavera”, nella figura del presidente Titti Amabile, ha illustrato le modalità attraverso le quali verrà effettuata la raccolta firme, al termine della quale, le stesse verranno trasmesse all’Anas.
Riteniamo, infatti, cha tale raccordo – spiega il presidente dell’associazione Primavera – non presenti le caratteristiche tecniche ed amministrative(piazzole di sosta, scarsa luminosità, asfalto danneggiato, spartitraffico inadeguato, guardrail non a norma) per definirsi una vera e propria autostrada,soggetta pertanto,al pedaggio.

Aspre le parole del presidente Amabile sui ministri campani presenti al governo : “Visto che al governo vi sono due ministri –uno salernitano e l’altro avellinese – ci chiediamo dove fossero nel momento in cui veniva approvato un decreto legge penalizzante per le proprie terre e per i loro cittadini”.
“Tutti noi
– conclude Amabileunitamente alle varie associazioni universitarie ed ai nostri concittadini ci batteremo con tutti i mezzi previsti dalla legge affinché tale pedaggio vessatorio non venga attuato. Non escludiamo di scendere in piazza per far valere le ragioni di Fisciano e dell’ area più vasta che va da Salerno ad Avellino”.

Ma oltre alle istituzioni e alle associazioni anche i giovani, e non solo, hanno voluto dar voce alla loro protesta.
Su facebook, infatti, hanno creato il gruppo “NO AL PEDAGGIO SULLA SALERNO-AVELLINO”.

Dal più famoso social network si evince già dalla descrizione del gruppo cosa ne pensano i giovani, oltre 1200 iscritti, di questo decreto: “Ma lo slogan del Governo nelle ultime elezioni regionali non era “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”?!? Diciamo NO a questa RAPINA!!!”.

Scorrendo tra le pagine del gruppo il dissenso e la delusione delle scelte politiche attuate è davvero enorme.

Molti, infatti, i commenti da parte degli iscritti.

C’è chi deve raggiungere Salerno per lavoro e dice: “Faccio questa strada tutte le mattine per lavoro, è una “pseudo-autostrada” impensabile per un pedaggio da 2 euro: dissestata, ogni giorno animali spiaccicati sul manto stradale, quando piove, impraticabile, per non parlare delle uscite e ingressi di Atripalda, roba da imprudenti!”.

Altri invece parlano delle condizioni della strada: “non c’è niente di più assurdo! è una strada non a norma e pericolosissima comprese le gallerie che vanno allargate. Non potranno mai renderla a pagamento senza un adeguato ammodernamento che di sicuro non può avere una durata inferiore ai due anni. Visto che lo Stato non ci tutela e come sempre gli unici interessi sono quelli di far soldi dobbiamo opporci con tutte le nostre forze a questa ingiustizia!!!”.

Enorme il dissenso anche da parte degli studenti dell’Università degli Studi di Salerno che oltre ad essere colpiti dai problemi universitari sull’inizio dell’anno accademico e dall’abolizione delle tariffe agevolate degli abbonamenti unico Campania ora sono costretti a pagare una sovratassa assurda che grava ancora di più sulle fasce deboli dell’avellinese e del salernitano:

Non è possibile che si debba pagare per una strada del genere!- queste le parole di Stanislao Nazzaro, studente d’informatica dell’ateneo salernitano – il pedaggio va pagato è vero, ma va pagato per una strada sicura non per una strada che necessita di continui lavori di manutenzione che per di più non vengono fatti come si deve. Un esempio? Quando piove la strada diventa un vero e proprio lago per non parlare della pericolosità delle gallerie scarsa luminosità e oggetto di sorpassi davvero al di fuori dell’immaginazione. Ma poi pensiamo un attimo a come sarebbe il raccordo una volta messo il pedaggio. Il traffico sarà inevitabile in qualsiasi ora, specie nelle ore di punta e la gente si ritroverà a dover partire prima per non trovare traffico(cosa molto improbabile) e soprattutto per non fare tardi sui posti di lavoro, o come nel mio caso, ai corsi universitari o addirittura agli appelli d’esame dove la puntualità è la prima cosa”.

Non bastava la stangata avuta con l’abolizione degli abbonamenti agevolati per noi studenti universitari, ci voleva anche questo! – sostiene Carmine Della Sala, studente di Farmacia dell’Università degli studi di Salerno- E’ un ulteriore peso sulle tasche delle nostre famiglie che oltre a dover sostenere economicamente la nostra permanenza all’università in merito al pagamento delle tasse universitarie, si troveranno costrette a dover pagare oltre il prezzo intero per gli abbonamenti mensili ,55.50 euro, anche la sovratassa del pedaggio. Ma è mai possibile? Immaginiamo la situazione per un genitore che ha più di 2 figli all’università, si troverà inevitabilmente a pagare più di 100 euro al mese solo per gli abbonamenti mensili dato che, se vuole risparmiare qual cosina, non potrà di certo pagare due o più abbonamenti annuali di 280 euro l’uni. Ma dove andremo a finire?”.

“E’ assurdo!– esclama Emilio Giliberti, studente d’informatica – non si può pagare per una superstrada così fatiscente (erbacce ai lati, niente corsie d’emergenza, asfalto in pessime condizioni). Facendo il conto, per noi studenti che ci troviamo costretti a percorrere questa strada almeno due volte al giorno, per 5- 6 giorni, sarebbe un’ulteriore tassa per poter studiare. A questo punto l’università diventerà accessibile solo ed esclusivamente per pochi dato che non tutti si possono permettere di pagare ulteriori tasse. Dov’è finito il diritto allo studio?”.

“Ma perche non ci spiegano a cosa servono questi 3-4 euro a persona che lo Stato intascherà?questo il pensiero di Francesco Ienco, studente di Scienze della Comunicazione – Non è possibile che si debba pagare un pedaggio per una strada non del tutto a norma a questo punto anziché prendere il raccordo preferisco prendere la Ss 88”.

Dure le parole usate da Angelo Guglielmo, studente di Giurisprudenza “E’ una truffa!Lo Stato non sa più in che modo sottrarre soldi a noi italiani per realizzare i loro comodi. Purtroppo volendo o nolendo saremo costretti a dover pagare perché è un raccordo molto utilizzato per raggiungere Salerno o Avellino a seconda dei casi.”

“Chi ha pensato di ideare questo decreto non ci ha pensato più di 5 secondi.-questo il pensiero di Erasmo Vecchione, studente d’InformaticaHanno tralasciato tutti gli aspetti e risvolti negativi che porterà l’attuazione del decreto alle persone che percorrono ogni giorno quella strada(caos, smog, confusione e traffico e tutta la zona diventerà invivibile). Se l’Avellino-Salerno diventerà a pagamento tutto questo non risolverà di sicuro il problema della crisi in Italia anzi porterà solo più disagi alle tasche delle famiglie che oltre a dover stringere la cinghia per far rientrare tutti i conti alla fine del mese sono costretti ad accollarsi un’ ulteriore tassa che darà inevitabilmente il colpo di grazia a tutte le famiglie meno abbienti. Soltanto dei politici che forse non sanno nemmeno dove sia ubicato il raccordo, possono ipotizzare che si possa pagare un pedaggio per una superstrada pericolosissima. Il raccordo,almeno per quel che concerne lo stato del tratto irpino, non è dotato di nessuna corsia di sicurezza, oltre alle due utilizzate per il sorpasso. Inoltre il manto stradale delle due corsie non è piano per tutta la larghezza, in alcuni tratti, il manto stradale è irregolare e la visibilità al buio è davvero limitata”.

Purtroppo da queste dichiarazioni è possibile comprendere lo stato di malessere che interessa i numerosi cittadini che devono percorrere questo tratto autostradale più volte al giorno per spostarsi da un capoluogo all’altro per motivi di lavoro, commerciali o di studio. Gli stessi cittadini che a differenza di chi è stato eletto per rappresentarci al governo si sono accorti degli innumerevoli problemi che questo decreto comporterebbe.
Infatti, oltre ai già citati caos smog e traffico ai caselli, si registrerebbe un calo di turismo sia per la provincia salernitana che per quella avellinese che si vedranno costrette a correre ai ripari per affrontare questa nuova crisi.
Inoltre il percorso alternativo dell’Avellino-Salerno, la cosiddetta ss 88, che attraversa vari paesi avrebbe una forte impennata provocando un forte e continuo traffico per tutto il tragitto.

Un decreto, insomma, che invece di risollevare le sorti del Paese, specialmente nel Sud Italia, non farà altro che far cadere il territorio campano in un’altra crisi che non sarà facile da superare.
Purtroppo invece di andare avanti si sta tornando indietro e chi ci dovrebbe rappresentare in realtà fa tutto fuorché prendere le nostre difese.

Dora Della Sala

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto