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13 ottobre 2010

Studenti in tenda contro i tagli: la protesta compie un passo in avanti

Alla Facoltà di Ingegneria della Sapienza è stata organizzata una protesta da parte dei ricercatori degli studenti contro il Disegno di legge della riforma Gelmini.

Oltre un centinaio di studenti hanno occupato le aule della facoltà di Ingegneria dell’università La Sapienza a Roma, nella sede di San Pietro in Vincoli, e piantato delle tende nel chiostro della Facoltà, sotto la pioggia, per protestare “contro i tagli alla ricerca e l’approvazione del ddl Gelmini“.

Gli universitari hanno annunciato per i prossimi giorni una serie di “lezioni alternative”.
Si tratta di una singolare protesta: le tende stanno a simboleggiare il fatto che si è costretti ad abbandonare l’università se verrà approvato il DDL Gelmini e anche in conseguenza a tutti i tagli verificatisi negli ultimi anni.

La durata prevista per la protesta sarà di minimo una settimana. Infatti il 14 ottobre verrà presentato il DDL alla camera. Sono state organizzate dagli universitari forum di discussione e delle ‘lezioni alternative’ che saranno tenute dai ricercatori e riguarderanno “la crisi economica, quella ecologica e quella dello Stato”. Inoltre,molti ricercatori pensano poi di unirsi il 16 ottobre alla protesta dei lavoratori.

Elisabetta Petrucci, una ricercatrice,spiega che la facoltà di ingegneria rischia le risorse umane,in quanto i laureati ad ingegneria sono persone che trovano lavoro in un tempo breve e ragionevole. Quindi, non possono essere allettati da un lavoro di ricerca.
Insomma, conseguenza della riforma sarà la perdita di persone ma anche di fondi; chiunque lavori in ricerca sa quanto i fondi siano fondamentali.

Dopo due settimane di mobilitazione la didattica è stata bloccata dal consiglio di facoltà per dare la propria solidarietà ai ricercatori, i quali hanno ritirato la loro disponibilità a seguire i corsi.
L’occupazione tende a favorire un confronto tra i diversi punti di vista e a cercare di trovare una soluzione alla difficile situazione.

Fabrizio Vestroni, preside della facoltà di Ingegneria pensa che questa protesta di studenti e ricercatori va contro iniziative che non fanno il bene dell’università.

Dunque, non si perde ancora la speranza che questo passaggio legislativo possa comprendere esigenze fondamentali e, di conseguenza, adottare qualche rimedio in relazione a tutte le critiche che sono state fatte. In particolare circa il taglio delle risorse e il riconoscimento del ruolo giuridico dei ricercatori.

Roberta Nardi

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