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15 ottobre 2010

Università degli Studi di Udine: «università e ricerca siano priorità dell’agenda politica»

Dopo il rinvio della discussione alla Camera del ddl sull’Università

In merito al rinvio della discussione alla Camera del disegno di legge dell’Università e alla mancanza delle relative coperture finanziarie, il rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, il prorettore, i rappresentanti dei ricercatori e il presidente del Consiglio degli studenti dichiarano che:

L’Università di Udine esprime la più viva preoccupazione e denuncia con forza la mancanza da parte del governo di una prioritaria e chiara individuazione delle risorse indispensabili per la sostenibilità stessa, prima ancora che per il miglioramento, del sistema universitario. Nella ferma convinzione che ogni riforma debba essere accompagnata dalla certezza delle risorse, l’Ateneo di Udine fa appello a tutte le forze parlamentari, a tutti gli attori politico-istituzionali locali e nazionali affinché il tema dell’Università, della ricerca e dell’alta formazione venga posta, una volta per tutte, come priorità, in un’agenda politica che voglia dare al sistema paese prospettive di sviluppo e di crescita.

L’Università di Udine sta lavorando intensamente con rigore e responsabilità e con i sacrifici imposti da un sottofinanziamento cronico, riconosciuto dallo stesso Ministero, per affermare i principi di qualità, di merito, di razionalità gestionale e ottimizzazione nell’impiego delle risorse al fine di fornire livelli eccellenti di formazione e di servizi agli studenti e per mantenere elevati standard internazionale di ricerca. Ed entro questo processo di sempre maggior qualificazione dell’Ateneo i nostri 294 ricercatori svolgono un ruolo insostituibile e fondamentale.

Questo percorso virtuoso non può essere interrotto per i gravi ritardi e le conseguenti gravi inadempienze del sistema politico nei confronti dell’Università.
Ancora una volta, con grande senso di responsabilità sociale e istituzionale, nel rispetto del diritto allo studio, nel rispetto degli studenti e delle loro famiglie, l’Università del Friuli garantirà l’attività didattica ma mobiliterà la forza di un’intera comunità universitaria di 20.000 persone per portare a conoscenza della Società intera i gravi problemi di sostenibilità e di sviluppo dell’Università Italiana.

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