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28 ottobre 2010

Università Politecnica delle Marche: il “Lavoro Scientifico della Settimana”

Il “Lavoro scientifico della Settimana”è uno studio coordinato dal prof. Stazi
Comportamento energetico e microclimatico di edifici ipogei ristrutturati nel Sud Italia Il quartiere dei “Sassi” di Matera.

Per far conoscere a un pubblico vasto e non specializzato le grandi capacità scientifiche dei ricercatori dell’Ateneo, nella Home Page dell’Università Politecnica delle Marche è presentato il “Lavoro scientifico della settimana” (www.univpm.it): una segnalazione in evidenza di alcuni tra i più significativi lavori pubblicati da prestigiose riviste scientifiche internazionali, frutto degli studi e delle ricerche in corso nei laboratori dell’Ateneo. Si tratta anche di un modo di “rendere conto” ai contribuenti di come vengono impiegate le (scarse) risorse pubbliche riservate alla ricerca e mostrare quanto siano infondate le generalizzate accuse di scarsa produttività scientifica rivolte alle Università.
Questa settimana presentiamo una ricerca del gruppo di lavoro del prof. Alessandro Stazi, dal titolo “Energy and microclimatic performance of restored hypogeous buildings in south Italy: The “Sassi” district of Matera”, pubblicato su Building and Environment, Volume 45, Issue 1, January 2010, Pages 94-106 a firma di Cardinale N., Rospi G., Stazi A.

Il sito dei “Sassi di Matera”, classificato dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità nel 1993, è un esempio eccezionale di architettura tradizionale bioclimatica mediterranea. All’interno di questo immenso patrimonio artistico si trovano abitazioni ipogee, edifici in pietra e abitazioni miste: in parte ipogee e in parte fuori terra. Nello studio è stato analizzato il comportamento delle strutture ipogee in tre condizioni: non ristrutturate, immediatamente dopo la ristrutturazione, alcuni anni dopo la ristrutturazione (in normali condizioni di utilizzo).

Sono state monitorate un’abitazione ipogea profonda e una superficiale. È stata effettuata una simulazione parametrica in regime dinamico utilizzando il software EnergyPlus al fine di quantificare il bilancio energetico durante l’intero arco dell’anno.

L’analisi energetica dell’abitazione ipogea di superficie dimostra che tali ambienti, una volta ristrutturati e in condizioni di normale occupazione, forniscono parametri termo-igrometrici che ricadono all’interno dei limiti stabiliti dagli indici di comfort definiti “voto medio previsto” (PMV) e “percentuale prevista di insoddisfatti” (PPD). La notevole massa termica delle pareti assicura condizioni microclimatiche interne stabili nelle varie stagioni, senza differenze nelle fluttuazioni termiche giornaliere. Gli ambienti ipogei profondi, senza alcun sistema di ricambio dell’aria, non raggiungono condizioni di comfort termo-igrometrico. Si è dimostrato come queste strutture abbiano un bilancio termico nullo durante le stagioni intermedie, mentre in estate il solaio disperde calore rinfrescando gli spazi interni. L’opposto accade in inverno.

Dallo studio si è potuto concludere che questi edifici rispettano i principi della progettazione bioclimatica e che possono essere utilizzati, dopo la ristrutturazione, con un limitato uso di impianti tecnologici. Lo studio è stato effettuato nell’ambito di una tesi di dottorato seguita in collaborazione tra il Dipartimento di Architettura Costruzioni e Strutture dell’Università Politecnica delle Marche e il Dipartimento di Ingegneria e Fisica Ambientale dell’Università della Basilicata (autore corrispondente il Prof. Cardinale).

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