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18 dicembre 2010

Agopuntura per curare l’occhio pigro.

Jianhao Zhao docente e ricercatore dell’università di Hong Kong ha scoperto come la sindrome nella quale il cervello e gli occhi non funzionano correttamente insieme, causando un lavoro superiore di un occhio rispetto all’altro(più comunemente soprannominata sindrome dell’occhio pigro) può essere curata con l’antica tecnica dell’agopuntura traendo gli stessi benefici che comporterebbe l’uso della classica benda.

Il ricercatore orientale insieme al suo team ha selezionato un gruppo misto di 88 bambini tra i 7 e i 12 anni affetti da ambliopia(occhio pigro), dividendoli in due insiemi casuali tutti dotati di lenti correttive ma solo 43 degli 88 bambini sono stati trattati con la tecnica dell’agopuntura e i restanti 45 con cerotto.

Il primo insieme è stato sottoposto a 5 sedute settimanali di agopuntura, mentre al secondo è stata praticata l’occlusione di un occhio per due ore giornaliere.
Entrambi i gruppi dovevano fare un’ora di esercizi giornalieri consistenti nel leggere o scrivere da vicino.

Il trattamento di agopuntura è constato in applicazioni di aghi sulla testa, il viso, le mani e le gambe dei piccoli pazienti.

Le stesse parti,infatti, sono stimolate nei casi di miopia e sindrome dell’occhio secco e a livello delle quali, secondo la medicina cinese, si trovano i punti sensibili, in comunicazione con gli organi del nostro corpo.

Dopo 25 settimane di trattamento si è potuto riscontrare che la tecnica dell’agopuntura è stata risolutiva per 17 dei 43 bambini sottoposti alla terapia, mentre dei 45 bambini sottoposti all’uso della benda solo 7 bambini hanno corretto il problema.

Se si fa una stima percentualistica sugli effetti di entrambe le terapie si può dire che la diagnosi di guarigione dall’occhio pigro ha riguardato dunque il 16,7% dei bambini trattati con il cerotto e il 41,5% di quelli sottoposti a cinque sedute settimanali dell’antica cura orientale.

Inoltre si è registrato, indipendentemente dal metodo utilizzato, un generico miglioramento dell’acuità visiva nel 70% dei casi con una performance leggermente migliore dell’agopuntura.
La ricerca è stata pubblicata su Archives of Ophthalmology.

Dora Della Sala

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