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20 dicembre 2010

Dì Gay Project e l’incontro dal titolo “Omo Sapiens”

Dì Gay Project, in collaborazione con Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale e Municipio XI, ha organizzato l’incontro dal titolo “Omo Sapiens” che si è tenuto presso il DAMS di Roma Tre.

Imma Battaglia, Presidente dell’associazione,spiega che cos’è Dì Gay Project. Il suo scopo è la lotta contro i diritti delle persone omosessuali, ma non solo; tende ad esaltare i diritti civili che sono la base di una vera democrazia.

L’acronimo sta per dì’ inteso come imperativo del verbo dire: Di’ che sei gay e progetta sulla tua vita.In altre parole, abbandonare l’atteggiamento da vittima per averne uno di proposizione e di costruzione.

Questo evento promuove gli studi su identità di genere e orientamento sessuale, che stanno prendendo sempre più piede all’interno delle università.

La modalità usata per raggiungere questo obiettivo è l’assegnazione del premio Maria Baiocchi alle migliori tesi LGBT.

Si ritiene che questi studi potrebbero costituire quel tassello aggiuntivo contro l’omofobia. Vladimir Luxuria è della stessa opinione e sottolinea come ci sono tanti modi per essere omofobi.

La forma peggiore di omofobia è la violenza fisica. Molto diffusa è anche quella verbale che si manifesta cioè tramite l’insulto, e che è tipica di un certo bullismo soprattutto nelle scuole.Poi c’è l’omofobia dei politici ed infine quella familiare.

Lesbiche gay bisessuali e trans vengono considerati, al giorno d’oggi, come qualcosa di inesistente, divenendo nel frattempo il tema centrale di molti campi del sapere come il diritto e l’antropologia.

Francesco Bilotta, docente di diritto privato all’università di Udine evidenzia il fatto che in Italia ci sarebbe ancora bisogno di moltissime tutele.

Esiste, comunque, un decreto legislativo che è entrato in vigore nel 2003 e che tutela le persone con orientamento omosessuale all’interno dei luoghi di lavoro.Inoltre,importante in questa materia è l’articolo 3 della costituzione, su cui si fonda il principio di uguaglianza.

Dal punto di vista antropologico il Gay è diverso ma-come mette in luce Michela Fusaschi,ricercatrice antropologa-solo se intesa la diversità come ricchezza e creatività. Inteso il termine”diverso”in senso negativo si finisce, invece, per sminuire l’essere persona.

Quello che si può auspicare è che questo tema sia discusso sempre piu’ ed in tutti i luoghi di cultura affinchè l’opinione pubblica possa aprisi di fronte alla parola omosessualità.

Intanto, non va dimenticato che l’omosessualità è una condizione realmente esistente, ancora capace di creare scalpore e, soprattutto, poco considerata o concepita a volte come vergognosa da una società che difficilmente riconosce dignità a chi si accetta per come è.

Roberta Nardi

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