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11 dicembre 2010

I compensi dei manager tra merito e disuguaglianza sociale.

Il conflitto tra i lavoratori è un tema che ha purtroppo radici profonde. Proprio in una società che è retta da regole sociali di stretta attinenza con il vivere civile del singolo come della collettività intera, queste problematiche dovrebbero e potrebbero essere risolte con il buon senso da parte di tutti i lavoratori, a prescindere dalla categoria che in concreto essi ricoprono nelle attività di tutti i giorni.

Il luogo di lavoro, prima ancora che l’attività tecnicamente considerata, infatti può essere tranquillamente considerato come un macrocosmo dove il soggetto è chiamato a rispettare delle regole, ed oltre al nucleo familiare, rappresenta il luogo dove la persona-lavoratore può cimentarsi in qualcosa che deve anzi dovrebbe tendere ad avere ritorni economici ed esperienze di vita vissuta.

Spesso però il soggetto lavoratore si trova in condizioni tali da non poter rendere al meglio nella sua attività, cagionando direttamente o indirettamente un cattivo ritorno di immagine, oltre che danni concreti agli interessi sterminati della società.

E’ difficile capire a fondo le cause di questo problema. E lo è ancora di più allorquando non si conoscono le cause reali di questa situazione di difficoltà.

Forse è troppo limitativo ridurre il problema a ciò che attiene al lato economico delle faccenda; proprio perchè tale questione serve soltanto a placare in molte circostanze gli animi dei lavoratori, ma resta in definitiva una tregua a tempo che sarebbe meglio analizzare a fondo in modo da non poter parlare di questioni di tal genere.

Una significativa analisi del problema, sarà affrontata in un convegno all’università degli studi di Cagliari il giorno 13 dicembre 2010. Il dibattito sul quale si focalizzeranno le attenzioni di esperti del settore, ha come titolo ” I compensi dei manager tra merito e disuguaglianza sociale”.

Ne discuteranno il dott Sandro Catani, (responsabile area executive compensation, presso The European House- Ambrosetti) ed lo scultore Pinuccio Sciola.

Non è la prima volta, sostiene il dott Catani, che mi trovo a parlare di situazioni di tal genere. Quello di cui si parlerà nei prossimi giorni, è un problema che credo sia difficilmente eliminabile dalla società odierna. Bisogna capire che per poter dare lustro al nostro Paese nel settore lavorativo, le aziende, le università, e quant’altro possa avere attinenza all’interesse del singolo, debbano avere il coraggio di puntare qualcosa di importante sui soggetti che dimostrino di essere meritevole della fiducia sia del pubblico che del privato. Oggi credo con tutta onestà che la questione si incentra solo e soltanto sull’aspetto economico perchè si pensa di poter superare questo momento di empasse generale soltanto con la moneta; se essa però viene spesa in maniera sbagliata può portare a dei malcontenti che si rendono evidenti soprattutto in ambito lavorativo e generano dei conflitti continui tra la classe dei lavoratori di ogni ordine e grado“.


Marco Cristofaro

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