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30 dicembre 2010

Il nucleare in Italia

Oggi, secondo il governo, l’Italia ha bisogno del nucleare per poter risparmiare sull’ingente acquisto di energia, dai paesi limitrofi; non sarò io a spiegarvi i motivi per cui questo sarà l’ennesimo errore del nostro governo, bensì l’esimio professor Rubbia, Premio Nobel, in una sua intervista ad “Annozero”, che trovate sul link proposto. Lasciando stare il fatto che mentre in Europa esistono centrali di quinta generazione e da noi si costruirebbero modelli più vecchi per risparmiare tempo e denaro dei privati; lasciamo stare il fatto che tempo fa ci fu un referendum in cui la volontà popolare all’unanimità decise “NO al nucleare!“; lasciamo stare il fatto che per costruirne una ci vorranno cinque anni e il governo è in carica da due e non si sa quale sarà il futuro. Cosa rimane?

Allora, cari amministratori italiani, a parte gli interessi dei privati che ci investiranno per poi mangiarsi i finanziamenti statali, cosa c’è di nuovo nel nucleare? … Niente, a parte, forse, la possibilità di qualche ricercatore di studiare nuovi tipi di reattore.

Reattori che esistono già e che in Italia non si è voluto studiare semplicemente perché non convenivano dal punto di vista economico. Ma ci sono altre forme di nucleare a basso costo e meno pericolose: fusione fredda, arco-plasma e similari, che comunque non inquinerebbero come queste centrali, né tantomeno produrrebbero rifiuti tanto radioattivi da doverli smaltire come sostanze altamente tossiche per l’uomo.

Misteri della politica italiana.

Alessandro Carrozzino

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