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10 dicembre 2010

Lo sciopero dei ricchi

Pensieri e riflessioni riguardo all’annunciato sciopero dei calciatori del Campionato Italiano di Serie A.
Perchè quella dello sport, un tempo, era cultura, non solo denaro ed interessi.. Ogni protesta ed ogni sciopero, a mio avviso, sono mezzi leciti e leggittimi di dissenso. Servono ai popoli o a delle categorie (molto spesso i ceti bassi) per far valere i propri diritti quando questi non vengono rispettati.
Lo sciopero è una forma di protesta giusta e (soprattutto) esasperata.
Chi sciopera compie spesso un atto ultimo, lo fa in preda alla disperazione, e lo fa per essere ascoltato, proprio perchè è l’ultima risorsa che rimane.

Dal 1800 in poi, sono tantissime le classi sociali che hanno scioperato.
Minatori, Insegnanti, Braccianti, Muratori, Operai di diversa estrazione, Studenti (solo allle forze dell’ordine non è concesso scioperare..), insomma tutte classi sociali che hanno esercitato il diritto allo sciopero per provare a migliorare la propria condizione sociale.

Oggi invece, è successo (anzi, per il momento è solo una minaccia..) qualcosa di straordinario…Anche i ricchi vogliono scioperare! I calciatori del Campionato di Serie A hanno minacciato di scioperare se verranno approvate alcune modifiche riguardanti i tetti salariali ed altro..Ma poveri calciatori..!
Come faranno a fare il pieno alle loro Porsche…?
O come pagheranno l’Ici delle loro ville stra-lussuose..?

Da appassionato di calcio, ma soprattutto da cittadino, provo enorme ribbrezzo nel vedere come una categoria già privilegiata (e per quale merito poi?) punti i piedi e faccia la voce grossa, mentre c’è gente (tanta gente) che non riesce ad arrivare alla fine del mese. C’è di certo che ognuno è libero di far valere i propri diritti, soprattutto se questi diritti sono sanciti da uno statuto, ma mi domando con quale faccia questi signori scioperino..

Dopo aver trasformato in businness uno sport, un tempo tra i più nobili, ed allontanato la gente dagli stadi per favorire le televisioni (che siano maledette!), si è riusciti a trasformare i calciatori, prima in ballerine simulatrici (finiscono a terra per un buffetto..) e adesso in disobbedienti..! Se un tempo si andava a giocare per sentire il profumo dell’erba dei campi e si teneva alla maglia che si portava addosso, oggi si cambia squadra anche per 1 euro in più di stipendio..

Un tempo i bambini aspiravano a diventare calciatori per provare l’ebbrezza di potere finalmente emulare i loro idoli, per realizzare un sogno. Oggi invece provano a diventare calciatori per diventare ricchi. Ed allora mi viene da dire che il calcio non è più uno sport.
Oggi si parla poco di 4-3-3 (alla Zeman) o di 4-4-2 (all’italiana o all’inglese)..
Sono ben altri i numeri che contano, e non sono quelli sulle maglie dei calciatori, ma i numeri dei loro conto correnti o degli zeri nei loro conti in banca.

Oggi, nel 2010, anche i ricchi vogliono scioperare!
E c’è sempre (e sempre ci sarà purtroppo) gente che non arriva alla fine del mese..
Il mondo gira al rovescio.
Dove si andrà a finire?
Meditiamo per favore


Luca Rota

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