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23 dicembre 2010

L’Università di Urbino in Patagonia

Attraverso il 4° Bando CUIA per co-finanziamenti di progetti di ricerca interuniversitari con l’Argentina 2010-2012 l’Ateneo si è visto assegnare il finanziamento per il progetto relativo all‘IMPATTO DELLE ATTIVITÀ UMANE SUGLI ECOSISTEMI PATAGONICI AD ALTO VALORE AMBIENTALE IN UN CONTESTO DI CAMBIAMENTO CLIMATICO GLOBALE.

L’idea nasce dal Dott. Riccardo Santolini, ecologo, ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra, della Vita e dell’Ambiente (DiSTeVA) che deve coordinare un gruppo di ben cinque università e centri di ricerca (tre italiane e due argentine). Il gruppo urbinate è decisamente ricco con personalità importanti quali il Prof. Mario Zunino ed il Dott. Elvio Moretti del DiSTeVA, il Prof. Gervasio Antonelli e la Prof. Elena Viganò del Dipartimento di Economia e Metodi Quantitativi. Per le altre università italiane collaboreranno il Prof. Andrea Catorci, Dipartimento di Scienze Ambientali Università di Camerino e, dell’ Università degli Studi di Cassino (Dipartimento di Istituzioni, metodi quantitativi e territorio), il Prof. Massimo Sabbatini ed il dott. Marcello De Rosa. I colleghi argentini saranno rappresentati da Istituti prestigiosi quali il CENPAT-CONICET (Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas Centro Nacional Patagónico) con il Dott.Marcelo Bertelotti e l’Universidad Nacional de la Patagonia, Delegado Académico – FCN (Dott. Mariano Coscarella).

Il progetto si prefigge di studiare l’impatto della zootecnia in ambiti a grande valenza ecologico-ambientale quali la regione a nord-est del bacino del Chubut, al fine di predisporre linee guida finalizzate alla conservazione o al ripristino della biodiversità e alla fruizione economicamente sostenibile dei sistemi agroambientali utili al mantenimento della biodiversità e della produzione zootecnica, valorizzando il capitale naturale presente in questi eccezionali paesaggi in un momento di importanti cambiamenti climatici.

I punti essenziali di tale ricerca si sviluppano attraverso questi passaggi fondamentali:

• raggiungimento di un quadro conoscitivo inerente la distribuzione delle comunità vegetali di prateria in relazione alle caratteristiche ambientali ed al loro utilizzo (carrying capacity, tipo di gestione attuale e passata);

• identificazione dei principali indicatori funzionali e dei rapporti di facilitazione attraverso i quali sarà possibile conoscere le diverse risposte della vegetazione allo stress e al disturbo;

• analisi economica dei principali elementi del Capitale Naturale e del Capitale Naturale Critico e valutazione dei servizi ecosistemici da loro svolti nelle aree considerate nel progetto, selezionando i fattori ritenuti più esposti a una minaccia della loro integrità, al fine di determinare un core set di indicatori funzionali e integrati riferiti anche ai servizi ecosistemici.

• utilizzo delle informazioni raccolte per la realizzazione dei modelli predittivi in relazione a gradienti di utilizzo degli ecosistemi considerati a diverso livello di utilizzo e dei cambiamenti climatici con particolare riguardo ai processi di desertificazione;

• stesura delle linee guida gestionali finalizzate alla conservazione o ripristino della biodiversità e alla fruizione economicamente sostenibile dei sistemi agro ambientali di questi paesaggi.

Questo progetto tenderà quindi, a costruire strumenti di gestione per migliorare le condizioni ecologiche ed economiche nonché ad aumentare le conoscenze sui rapporti tra biodiversità e funzionalità ecologica in ambienti ad alto valore ecologico nella Patagonia settentrionale come strumento di valutazione delle trasformazioni indotte dai cambiamenti climatici.

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