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4 dicembre 2010

Università di Bressanone : ricerca e innovazione

“Ricerca e innovazione” sono stati i temi affrontati nell’incontro di ieri sera organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione nell’ambito del ciclo “Bressanone in dialogo”, che si propone come piattaforma di scambio e discussione nella città di Bressanone.

I relatori della serata sono stati il prof. Massimo Tagliavini e la prof. Susanne Elsen (entrambi della Libera Università di Bolzano), l’imprenditore Federico Giudiceandrea e il direttore di dipartimento Andrea Zeppa.

Il dott. Andrea Zeppa, in rappresentanza dell’assessore provinciale all’innovazione Roberto Bizzo, ha incentrato il suo intervento sulle colonne della politica provinciale per l’innovazione: il sostegno ai progetti portati avanti dalle aziende, le istituzioni pubbliche che fanno ricerca (innanzitutto Università ed EURAC), le istituzioni pubbliche o private che forniscono servizi (tra gli altri: TIS e Assoimprenditori), e il previsto parco tecnologico. “Investire in innovazione significa investire in un campo che comporta di per sé dei rischi”, così Zeppa.

Il prof. Massimo Tagliavini, preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie, ha innanzitutto presentato la propria Facoltà nata nel 2007. “Il successo della ricerca dipende da diversi fattori: personale eccellente, finanziamenti adeguati, e la capacità del ricercatore di individuare le domande giuste a cui tentare di rispondere”. Il preside ha sottolineato che la Facoltà è riuscita a creare ottime sinergie con il mondo imprenditoriale locale.

L‘ing. Federico Giudiceandrea ha parlato del futuro dell’hightech in Alto Adige, presentando il caso specifico della „azienda Durst, all’interno della quale è nato un vero e proprio High-Tech-Cluster“. Sul mercato mondiale le aziende devono sostenere la concorrenza di ditte di Paesi con regimi fiscali più leggeri. E’ la produttività a salvare le aziende, ma diventa difficile mantenerne alto il livello a causa della sempre maggiore mancanza di personale qualificato: “Per questo l’Università gioca un ruolo centrale, in particolare per la formazione tecnica”.

La prof. Susanne Elsen della Facoltà di Scienze della Formazione, sotto il titolo “Ricerca per l’innovazione sociale e lo sviluppo sostenibile”, ha presentato il proprio lavoro di ricerca sociologica: “Ci troviamo in una fase in cui lo sviluppo quantitativo non è più compatibile con lo sviluppo qualitativo”.

Alle relazioni ha fatto seguito la discussione con il pubblico, che ha riguardato le professioni tecniche come garanti del futuro, la legge provinciale sull’innovazione ed i lunghi tempi di attesa per poter accedere ai fondi per l’innovazione.

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