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13 dicembre 2010

Università di Milano: Nucleare si, nucleare no

“Sa quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro e che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie.” Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica nel 1984, così commenta il Nucleare.

Una risorsa oppure un enorme e incontrollabile pericolo? In attesa di un ulteriore referendum sul tema che possa chiarire la posizione dell’Italia, si alimenta il desiderio di informazioni sulle centrali nucleari. Per venire incontro alle esigenze degli studenti, ma non solo, Voglia di Scienza, un ciclo di lezioni presso l’Università di Milano, ha deciso di concentrarsi proprio sul nucleare per capire quali sono i suoi possibili sviluppi.

A partire dal 15 Dicembre in Via Celoria, la divulgazione scientifica sarà all’ordine del giorno e si concentrerà su temi quali: la riduzione di emissioni di CO2, la dipendenza energetica dall’estero, lo smaltimento delle scorie radioattive, il rischio guasti e il fantasma di Chernobyl.

Ad aprire il convegno vi sarà un intervento di Enrico Bellone, filosofo e fisico, che parlerà delle prospettive dell’energia nucleare in Italia, in seguito Gianluca Alimenti tratteggerà il funzionamento di una centrale nucleare e imetodi di smaltimento delle scorie, mentre Paolo Pierini parlerà della trasmutazione come possibile soluzione per lo smaltimento delle scorie.

Tommaso Ceruso

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