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18 dicembre 2010

Università di Parma : Studio di glaciologia pubblicato su Nature Geoscience. Tra gli autori due ricercatori dell’Ateneo

Il progetto ha fornito nuove informazioni nell’ambito della glaciologia e dello studio del paleoclima da carote di ghiaccio.
Lo studio conferma l’altalena dei poli nelle registrazioni climatiche dell’Antartide nel corso dell’ultima deglaciazione
Nei giorni scorsi è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Geoscience uno studio effettuato nell’ambito del progetto europeo a leadership italiana TALDICE (Talos Dome Ice Core project) in Antartide orientale, nella regione della calotta prospiciente il Mare di Ross, che ha contribuito ad arricchire le informazioni paleo climatiche ottenute dalle carote di ghiaccio.

Al progetto, portato avanti da ricercatori di 5 paesi europei (Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svizzera), hanno partecipato anche la Prof.ssa Paola Iacumin e il Dott. Enrico Maria Selmo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Parma.

Nel complesso la partecipazione italiana vede la presenza di ricercatori dell’ENEA, delle Università di Bologna, Firenze, Milano-Bicocca, Parma, Trieste e Venezia, dell’IDPA-CNR e dell’INGV. Alle attività di perforazione hanno collaborato attivamente tecnici dell’ENEA Brasimone e del Laboratoire de Glaciologie et Geophysique de l’Environnement (LGGE) di Grenoble, Francia.

Le ricerche italiane si svolgono nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che ha fornito il supporto logistico al progetto TALDICE.

Le carote di ghiaccio polari permettono di osservare e di comprendere le variazioni climatiche passate e in atto nei due emisferi e di analizzarne le relazioni reciproche, decifrando i meccanismi che le determinano; inoltre, esse consentono di studiare le interconnessioni tra variazioni climatiche globali e ciclo del carbonio. Questi obiettivi sono fondamentali per una corretta modellizzazione del sistema climatico terrestre.

Le sequenze paleoclimatiche ottenute dalle carote di ghiaccio dell’Antartide e della Groenlandia mostrano che, nel corso dell’ultimo periodo glaciale, le variazioni di temperatura a scala millenaria sono state asincrone tra i due emisferi. I risultati ottenuti da una nuova perforazione profonda effettuata nell’ambito del progetto TALDICE mostrano che l’evoluzione climatica nell’area è stata coerente con il meccanismo dell’altalena bipolare anche durante l’ultima deglaciazione.

I nuovi risultati confermano la natura pan-Antartica di questo meccanismo di accoppiamento dinamico dei due emisferi, ma mettono in evidenza alcune differenze nelle variazioni climatiche intervenute nel settore Indo-Pacifico e nel settore Atlantico della calotta Est Antartica tra 16.000 e 14.500 anni fa, ovvero nel periodo caratterizzato da una decelerazione nell’aumento d’anidride carbonica in atmosfera e da un lieve raffreddamento in Groenlandia.

La nuova carota di ghiaccio prelevata presso Talos Dome, che rappresenta oggi il sito di perforazione più lontano dal cosiddetto “centro d’azione” Nord Atlantico, ha fornito una sequenza climatica indisturbata che si estende nel corso degli ultimi 250.000 anni. Ad oggi, essa rappresenta la registrazione climatica più lunga ottenuta da carote di ghiaccio nella regione periferica della calotta Est Antartica.

Grazie all’accumulo nevoso relativamente elevato, le variazioni climatiche ed atmosferiche del passato registrate a Talos Dome sono state ricostruite con un dettaglio estremamente elevato, che non ha precedenti nelle carote di ghiaccio dell’Antartide orientale.

I ricercatori che hanno lavorato per il progetto TALDICE sono stati in grado di sincronizzare con elevata precisione la nuova serie climatica ottenuta dalla carota TALDICE con altre carote di ghiaccio dell’Antartide e della Groenlandia, tramite l’analisi delle variazioni atmosferiche del gas “serra” metano, che risulta uniformemente distribuito sul pianeta ed è preservato nelle bolle d’aria intrappolate nel ghiaccio. Sulla base della nuova cronologia così ottenuta per TALDICE e della sincronizzazione globale delle sequenze polari, è stato possibile confrontare direttamente le variazioni passate di temperatura non solo tra diversi siti antartici, ma anche tra Antartide e Groenlandia.

I risultati hanno evidenziato che il meccanismo di trasferimento di calore inter-emisferico denominato altalena bipolare, legato alle rapide ed importanti riorganizzazioni della circolazione termo-alina nell’oceano Atlantico, è stato attivo nel corso dell’ultimo periodo glaciale, della deglaciazione (periodo di tempo che intercorre fra l’ultimo massimo glaciale, 19.000 anni fa, e l’attuale interglaciale, denominato Olocene) e probabilmente anche prima, pur con alcune differenze tra il settore Indo-Pacifico ed il settore Atlantico della calotta Antartica.

L’articolo “Expression of the bipolar see-saw in Antarctic climate records during the last deglaciation” di Stenni e co-autori è stato pubblicato online sul sito della rivista Nature Geoscience il 5 dicembre 2010.

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