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4 dicembre 2010

Università Politecnica delle Marche: Il “Lavoro scientifico della Settimana” porta la firma del gruppo di lavoro coordinato dal prof Costantino Vischetti

Per far conoscere a un pubblico vasto e non specializzato le grandi capacità scientifiche dei ricercatori dell’Ateneo, sulla Home Page dell’Università Politecnica delle Marche è presentato il “Lavoro scientifico della settimana” (www.univpm.it): una segnalazione in evidenza di alcuni tra i più significativi lavori pubblicati da prestigiose riviste scientifiche internazionali, frutto degli studi e delle ricerche in corso nei laboratori dell’Ateneo. Si tratta anche di un modo di “rendere conto” ai contribuenti di come vengono impiegate le (scarse) risorse pubbliche riservate alla ricerca e mostrare quanto siano infondate le generalizzate accuse di scarsa produttività scientifica rivolte alle Università.

Questa settimana presentiamo la ricerca dal titolo ” Effetto del trattamento con fitofarmaci, della durata del compostaggio e del tempo di degradazione sul contenuto di acidi grassi di un compost, quantificato con l’uso di due metodi“, del gruppo di lavoro composto da A. Cardinali, S. Otto, C. Vischetti, C. Brown, G. Zanin, pubblicato su “Applied and Environmental Microbiology”, vol. 76 (19), pp. 6600-6606, 2010.

I letti biologici a base di compost possono promuovere la degradazione dei fitofarmaci. La struttura della componente microbica cambia durante il processo di compostaggio e per seguire questi cambiamenti possono essere utilizzati metodi semplici. Nello studio del gruppo di lavoro della facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche è stata determinata la composizione degli esteri metilici degli acidi grassi (FAME) utilizzando due metodi: Identificazione Microbica (MIDI) e Ester-Linked (EL), in un compost di 3 e 12 mesi trattato con tre fitofarmaci recalcitranti (azoxystrobin, chlorotoluron e epoxyconazole) e con la loro miscela, dopo 0,56 e 125 giorni di degradazione. La persistenza dei tre fitofarmaci è risultata elevata e dopo 125 giorni i residui nel compost variavano dal 22% al 70% dell’applicato in dipendenza soprattutto del periodo di compostaggio.


Sono stati rilevati 71 esteri metilici appartenenti a 9 gruppi.
Il metodo EL è risultato più sensibile rispetto al metodo MIDI per tutti i gruppi eccetto gli alcooli; 36 esteri sono risultati unici per il metodo EL e 5 per il metodo MIDI. Importante è risultata l’influenza del metodo estrattivo: il metodo EL ha fornito un elevato numero di rilevazioni per 57 esteri mentre il MIDI solo per 9, mentre i due metodi sono risultati equivalenti per 5 esteri; ciò indica che EL fornisce un profilo generale degli esteri più uniforme. Gli effetti degli altri fattori non sono risultati sempre chiari.

Il trattamento con i fitofarmaci non ha influenzato il profilo degli esteri con il metodo MIDI, mentre con il metodo EL ha influenzato il profilo del ciclopropano e dei mono-insaturi. Il periodo di compostaggio e la degradazione dei fitofarmaci hanno avuto effetto su alcuni gruppi di esteri, più elevato quando si è utilizzato il metodo EL. Si può concludere che l’uso di alcuni esteri metilici come indicatori biologici per seguire l’evoluzione della comunità microbica nel compost può essere influenzato sia dal tipo di compost che da altri svariati altri fattori.

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