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10 gennaio 2011

Napoli: Maratona Teatro Anatomico

Gli attori della compagnia stabile del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli interpreteranno sei monologhi per registi differenti, in un affresco multiforme di tematiche e linguaggi, in uno spazio scenico circoscritto, un corridoio delimitato da due gradinate. In questo non luogo, il Teatro Anatomico, l’attore verrà vivisezionato dagli sguardi degli spettatori.

I sei monologhi andranno in scena, uno al giorno, da lunedì 10 a sabato 15 gennaio 2011 alle ore 21.00, e, consecutivamente, in una maratona, programmata per domenica 16 gennaio 2011, dalle ore 12.00 alle ore 20.00. Il direttore artistico del progetto è Antonio Latella.

“Fame” sarà la prima performance prevista per il 10 gennaio. Il testo di Linda Dalisi è liberamente ispirato agli scritti e alla vita di Simone Weil, la regia è affidata ad Agnese Cornelio e l’interpretazione a Valentina Vacca. La protagonista del monologo è una donna sindacalista, mistica, operaia, soldato mancato, non più ebrea, non già cristiana, insegnante, rivoluzionaria, anarchica, idealista, pre-femminista: performer dell’esercizio dell’attenzione. Sospesa nella solitudine di una cella, si sottrae a ogni definizione per dare un corpo alla parola. Si esercita a tradurre in azione il proprio linguaggio e parla con un corpo di donna.

Il secondo monologo “Misfit like a clown” del giorno 11 gennaio è liberamente ispirato a “Opinioni di un clown” di Heinrich Boll. Il testo e la regia sono di Linda Dalisi. L’assolo di Daniele Fior, porta in scena il fondamentalismo del disertore. Il protagonista reclama l’amore perduto, rivuole indietro la sua donna plagiata dai salotti cattolici del dopoguerra. Muove se stesso sul grande tabellone di un gioco troppo più grande di lui.

Il 12 gennaio in scena Caterina Carpio in “Rosa Lux”. La drammaturgia è di Paula Diogo e Linda Dalisi e la traduzione Clelia Bettini. La regia di Paula Diogo. Rosa Luxemburg è una voce che rompe il silenzio, una voce che fino alla fine ha creduto nella forza del movimento collettivo, della coscienza e della responsabilità sociale e civile. Una voce che con coraggio ha sottolineato la necessità, per la politica, di pensare al mondo e alle persone.

“Il Velo” sarà il monologo previsto per il 13 gennaio. Il testo sulla Sacra Sindone è scritto da Federico Bellini, è interpretato da Candida Nieri e la regia è affidata a Tommaso Tuzzoli. Racconta la storia di una donna la cui vita è stata sottratta al mondo per divenire suora di clausura. Il velo è anche metafora di molte verità non dette, contraddizioni che ancora la Chiesa sceglie di non affrontare, puntando piuttosto sulla celebrazione di un’immagine, che, autentica o no, continua a servire lo scopo di ogni sua ostensione, quella prova di verità che non serve ed è altra cosa rispetto alla purezza del credere.

Il 14 gennaio sarà la volta di “Prometeo” con Massimiliano Loizzi, liberamente ispirato a “Prometeo incatenato” di Eschilo di Federico Bellini. La regia è di Pierpaolo Sepe. Prometeo, secondo il mito, è colui che ha rubato il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Per questa colpa Zeus, attraverso i suoi emissari Potere e Forza, lo incatena ad una roccia ai confini della Terra. La sua colpa è quindi la rivolta, la ribellione; forse per questo molti commentatori scorgono in Prometeo la figura che in qualche modo anticipa, prefigura, la condizione umana, quell’antitesi per cui ci troviamo ad essere, per natura, assoggettati a qualcosa che ci trascende, ci supera. Il Prometeo del regista Sepe è la storia di un vinto, uno sconfitto dall’esistenza che, incatenato a una panchina di una squallida città del Nord Italia, vive ogni giorno il suo deformato rapporto col mondo. Non è un dio, ma un uomo che con lucida follia riscrive continuamente la sua relazione con le cose, gli oggetti, le altre persone che ogni giorno incontra. Tutto è immaginato, la realtà diventa finzione e viceversa. La sua grande rivolta è semplicemente sostare su quella panchina, fermo, senza aspettare che un salvatore possa liberarlo da quella condizione.

“Giuda” il 15 gennaio chiuderà la serie dei monologhi ed è a cura di MK, formazione indipendente di origine campana: Lorenzo Bianchi, Biagio Caravano e Michele Di Stefano. E’ interpretato da Giovanni Franzoni. Guida diventa l’esposto, l’appeso, il traditore, il dodicesimo, il predestinato; attraverso l’ascolto in cuffia di un paesaggio sonoro che sembra anticipare sottolineare o irridere le azioni del performer che in realtà agisce nel silenzio più assoluto. Il pubblico è testimone di una lotta contro il tempo, quel tempo che ha in serbo per il protagonista un percorso già scritto, che lo fa sprofondare nella condanna della ripetizione o nella misteriosa consapevolezza dell’iniziato.

Per informazioni e prenotazioni tel 081 4976267 email botteghino@nuovoteatronuovo.it

Viviane Cammarota

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