• Google+
  • Commenta
24 gennaio 2011

Professore picchiato dopo una sessione d’esame a Pisa

Professore dell’ateneo pisano picchiato nel proprio ufficio dopo una sessione d’esami, solidarietà giunta dai colleghi e dagli studenti. Il professor Charles Barone, docente dell’università di Pisa, è stato aggredito in dipartimento da uno sconosciuto che è poi scappato facendo perdere ogni traccia. La mattina, prima dell’aggressione, aveva tenuto una sessione di esami e su una quindicina di candidati soltanto cinque avevano superato la prova di Francese.

“Vorrei non fosse così, ma mi viene da pensare che l’aggressione possa essere legata alle bocciature” racconta il docente che è stato colpito al volto dai pugni ripetuti dello sconosciuto che aveva in mano anche un oggetto metallico, probabilemente delle chiavi che hanno ferito il docente al collo. All’uomo sono stati dati dieci giorni di prognosi.

Il professore racconta alle pagine di “La Repubblica” che intorno alle 17.00 del 13 Gennaio, al dipartimento di filologia romanza era rimasto solo chiuso nel suo studio. Dopo aver sentito bussare, ricorda di essersi alzato per aprire e di aver visto un giovane con un cappellino bianco calcato sul viso che lo ha aggerdito.
Sul caso indaga la polizia.

Barone ha insegnato a Napoli e soltanto da quattro anni è tornato a Pisa: “Cose di questo genere succedono perchè è stato svilito il ruolo della professione docente e non parlo soltanto dell’università ma di tutta la scuola – prosegue Barone che oggi ha ricevuto dai presidi e da decine di studenti attestati di solidarietà – gli insegnanti hanno perso terreno nel riconoscimento sociale della loro funzione, da un lato per i tagli, dall’altro per come ne parlano i media“.

Secondo il preside di Lingue Bruno Mazzoni, il giovane che ha sferrato alcuni pugni sul viso del docente sarebbe il fidanzato di una studentessa bocciata a un esame. “Da quando lì sono stati eliminati gli esami di riparazione, i ragazzi sono abituati a non avere ostacoli sul proprio cammino. Appena incontrano le prime difficoltà e si chiedono: Come si permette quel professore?“.

Mazzoni aggiunge un altro fattore: “L’eccessiva presenza dei genitori. Da tre anni svolgiamo test d’ingresso, non vincolanti per l’ammissione. Ciononostante le matricole sono accompagnate da padri e madri come se fossero in sala operatoria“. Certo, ci sono eccezioni, persone mature, ma la via d’uscita per “non riproporre i cliché della scuola dell’obbligo è una sola: la cultura“.

Sul fatto che l’aggressione sia avvenuta a Palazzo Matteucci in un’ora in cui nell’edificio non c’era più il personale della segreteria dell’università, la vittima aggiunge: “Per forza, l’ateneo non ha soldi e non può permettersi nemmeno un servizio di portineria. In ogni caso – conclude il professore – non sono il tipo che si lascia intimidire. Torno a far lezione appena guarisco e non intendo cambiare metro di giudizio, credo nel valore della laurea e penso che per arrivarci gli studenti debbano raggiungere un adeguato livello di preparazione“.

Solidarietà è giunta anche da un studentessa del professore che ha scritto una lettera aperta al Tirreno in cui si dimostra scioccata per l’aggressione e ricerca nella frustrazione di molti giovani le cause di un comportamento del genere, citando sul finale le parole del rimpianto Giorgio Gaber.

Perché non siamo riusciti a creare una razza diversa? Una razza che si ribellasse alla violenza dell’oggetto e alla mascherata della libertà? Liberi di fare tutto, di essere tutto, un tutto che è uguale a niente. Quale muro avete alzato contro un potere senza volto? Perché odiate per frustrazione e non per scelta? Perché vi accanite contro nemici imbecilli e superati? Perché spargete così male la rabbia che vi consuma?

Claudio Capanni

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy