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25 gennaio 2011

Trafugata la tomba e rubata la salma di Mike Buongiorno

Durante la notte fra il 24 gennaio e il 25 è stata sottratta la salma di Michael Nicholas Salvatore Bongiorno, noto come Mike Bongiorno, presentatore televisivo consegnatosi all’immaginario collettivo con programmi quali Lascia o raddoppia? (ruolo gli ha permesso di interpretare la parte di se stesso a fianco di Antonio De Curtis), Telemike e La ruota della fortuna.

L’allarme è stato lanciato dall’Arma che, seguendo una ricostruzione dei fatti, dichiara che il corpo del defunto è stato prelevato dopo aver frantumato la lapide del cimitero di Arona, dove era sepolto.

La denuncia del custode è stata presentata al Comando dai Carabinieri la mattina del 25 gennaio. Sgomento e l’incredulità da parte del figlio nei confronti di un atto così deplorevole a distanza di poco più di 16 mesi dalla scomparsa del padre.

Ancora nessuna rivendicazione è giunta da parte dei responsabili del furto, non risultano, ad ora, neppure pervenute richieste di denaro. I carabinieri e i militari della scientifica stanno portando avanti un indagine congiunta che, per il momento, ha come unico luogo d’azione il loculo vuoto della salma.

Le dichiarazioni del figlio primogenito di Mike Bongiorno, Michele Bongiorno junior sono le seguenti: “Siamo sgomenti e increduli. Ci siamo raccolti in famiglia davvero sgomenti davanti all’accaduto. Non ci sono parole per commentare l’accaduto. é successo questa notte e l’abbiamo saputo un’ora fa. Adesso ci sono le forze dell’ordine che se ne stanno occupando, noi non abbiamo davvero parole”.

Un atto, alla luce dei fatti, privo di qualsiasi logica. Forse gesto estremo e rapsodico di un qualche squilibrato mentale, forse pallido e improbabile colpo, votato sin dall’inizio al fallimento, di chi è disposto a tutto per accaparrarsi introiti economici.

Finora la pista dell’estorsione sembra la più plausibile. Dieci anni fa, sempre in un cimitero limitrofo al Lago Maggiore, venne trafugata la bara di Enrico Cuccia, il presidente di Mediobanca, per chiedere un riscatto.

Serena Calabrese

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