• Google+
  • Commenta
23 febbraio 2011

Davide Bisignano, un giovane studente nel grande mondo del calcio

Ha solo 22 anni e ha già una carriera ben avviata che promette un futuro brillante, Davide Bisignano, procuratore sportivo da più di un anno, si divide tra il mondo del calcio e l’università .

Sin da piccolo appassionato di calcio, ha realizzato il suo sogno entrando in questo ambiente e in cosi poco tempo ha fatto grandi passi, in qualità di agente.

Nonostante la sua notorietà si definisce un ragazzo semplice e soprattutto “con i piedi per terra”, che con grande professionalità affronta il ruolo di Agente, ma allo stesso tempo di studente, infatti frequenta la Facoltà di Giurisprudenza .

Com’è nata la passione per il calcio ed in particolare il desiderio di diventare procuratore sportivo?

Diciamo che parte tutto dalle mie origini. Essendo nato in Brasile credo che la passione per il calcio sia normale. Ho iniziato ad avvicinarmi e ad amare questo sport da piccolissimo, soprattutto grazie alle gesta di un certo Luis da Nazario de Lima, RONALDO.
Il mio sogno sin da piccolo, come credo quello di tutti i ragazzi, era quello di diventare calciatore. Nel momento in cui ho capito di non avere le qualità per poter arrivare in Serie A da giocatore è nata l’idea di diventare procuratore dei giocatori.

Cosa consiglieresti ai ragazzi che come te vorrebbero intraprendere questa strada?

L’ambiente del calcio è molto selettivo e necessita di tanta passione e, soprattutto, di tanto duro lavoro. Quindi, se posso dare un consiglio è quello, innanzitutto, di studiare e successivamente capire da sé se si è in grado o meno di poter lavorare in questo settore.

A volte i giovani sono un po’ snobbati da chi ha più esperienza lavorativa. Hai incontrato o incontri tuttora difficoltà nello svolgere il tuo lavoro, ovvero riscontri pregiudizi vista la tua giovane età?

Fortunatamente ad oggi non ho trovato nessun addetto ai lavori che abbia avuto dei pregiudizi nei miei confronti. Anzi, mi sento un “privilegiato”, perché credo sia impensabile che un ragazzo di 22 anni abbia già un “nome”.

Oltre a svolgere l’attività di procuratore sportivo, sei uno studente universitario. Come mai la scelta di Giurisprudenza? Come concili le due cose?

Ho scelto la facoltà di giurisprudenza perché l’ho ritenuta la più congeniale alla mia professione da Agente dei Calciatori. All’inizio conciliare le due cose era alquanto semplice, ma col passare del tempo e con l’aumentare degli impegni, tra viaggi, partite e giocatori da seguire, la situazione si è un po’ complicata. Fortunatamente adesso sono riuscito a trovare degli “accordi” per le lezioni, grazie alla disponibilità di alcuni professori che sono a conoscenza dei miei impegni.

Cosa cambieresti del mondo universitario attuale?

Sinceramente, ritengo di poter essere l’ultima persona a poter parlare del mondo universitario, dato che lo frequento solo quando mi è possibile e in particolare per fare gli esami.
Però, colgo l’occasione di quest’intervista per poter dare un consiglio a tutti i ragazzi che non sanno se intraprendere o meno la carriera universitaria: non abbiate la minima tentazione di abbandonare gli studi! Solo studiando si potrà cercare di emergere in questo mondo già difficile di suo.

La tua professione porta una certa notorietà, questo ha cambiato il rapporto con i tuoi coetanei?


Eh, bella domanda questa. Sai, mi sono trovato catapultato da un giorno all’altro in questo mondo.
La notorietà nel calcio credo sia una cosa nota ed arcinota. Però, parlando per me, posso dirti che è una bella sensazione poter uscire per le strade di Firenze, andare a ballare ed essere riconosciuto.
Forse l’unica pecca che porta la notorietà è quella di coinvolgere anche le persone che ti stanno intorno.
Il mio rapporto con i coetanei è sempre lo stesso, nessun cambiamento, io sono un tipo aperto che non ha problemi con nessuno e soprattutto, penso di non essermi montato la testa, come molti dicono invece.

Hai ancora dei “sogni nel cassetto” da realizzare e quali sono i tuoi progetti futuri?

Ad oggi, ritengo di poter dire di avere tutto ciò che sognavo da piccolo: stare nel “grande” calcio, notorietà e tutto ciò che di conseguenza, questo mondo porta.
Ah, un sogno nel cassetto ce l’ho: continuare ad avere la possibilità di far stare sempre bene, per quanto mi sia possibile, tutti i miei cari.

Serena Valeriani

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy