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27 febbraio 2011

La memoria dell’umanità

Il calcolo effettuato da due ricercatori dell’Università della California del Sud.L’uomo, fin dall’inizio dell’era storica, ovvero quando ha fatto quella scoperta fondamentale per la storia della civiltà, la scrittura, ha sempre accumulato dati ed informazioni di tutti i tipi, dal numero di sacchi di grano ricevuti in tributo dai faraoni all’ultimo best-seller.

Se il numero di dati ed informazioni accumulate era già impressionante quando l’unico supporto esistente era la carta o altro materiale su cui scrivere, con l’avvento dell’era dei computer, dei CD, DVD e altri supporti digitali la mole di ciò che l’umanità conosce e/o memorizza è cresciuta a dismisura.

Ma a quanto ammonta “la memoria dell’umanità”? Il calcolo è stato effettuato da due ricercatori dell’Università della California del Sud, Martin Hilbert e Priscilla Lopez. I due studiosi, in seguito ad un lavoro immane in cui hanno fatto la “radiografia” di tutte le fonti da cui le informazioni sgorgano e si diffondono, dalle televisioni ai computer, dai giornali alle foto, dai libri ai videogiochi, hanno quantificato la memoria complessiva dell’umanità in 295 esabyte. Tanto per rendere l’idea dell’allucinante quantità di informazioni che un essere umano avrebbe a disposizione, basti pensare che se si registrassero tutti questi dati su compact-disc la pila di dischi raggiungerebbe un’altezza da brivido: 500.000 km, 200.000 km più in su della Luna.

Il numero di informazioni accumulate dall’uomo è cresciuta in modo abnorme dall’avvento dell’era digitale: nel 1986 avevamo a disposizione 2,6 esabyte di dati: nel 1993 15,8, nel 2000 54,4 e nel 2007 si è arrivati all’incredibile cifra di 295 esabyte: 61 cd-rom per ognuno dei quasi 7 miliardi di esseri umani.

Cifre da capogiro, certo, ma un nulla rispetto alla memoria della natura. Basti pensare che questi 295 esabyte rappresentano l’1% delle informazioni contenute nel DNA delle cellule di un uomo: a dimostrazione che le “macchine” create dalla natura rimangono insuperabili.

Alberto De Luca

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