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Ricerca UniPR, ostracodi dimostrano capacità di apprendimento e memoria

Redazione Controcampus 23 Luglio 2026
R. C.
23/07/2026

Una recente indagine condotta dall'Università di Parma rivela che gli ostracodi, minuscoli crostacei acquatici avvolti in un carapace bivalve, possiedono abilità comportamentali più articolate di quanto si pensasse in precedenza.

I risultati, pubblicati sulla rivista BMC Biology, evidenziano la presenza di apprendimento associativo visivo e risposte differenziate a varie lunghezze d’onda luminose in tre specie di ostracodi podocopidi: Vizcainocypria viator, Loxoconcha elliptica e Xestoleberis nitida.

Il progetto è stato diretto da Elena Bellavere e Giampaolo Rossetti del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, in sinergia con Francesc Mesquita-Joanes dell’Institut Cavanilles de Biodiversitat i Biologia Evolutiva dell’Universitat de València e Donato Romano dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Utilizzando arene miniaturizzate “lab-on-a-chip” progettate per analizzare con precisione il comportamento di organismi microscopici, il team di ricerca ha osservato la reazione degli ostracodi alla luce verde e blu, sia in condizioni naturali che dopo un addestramento con stimoli positivi, come la presenza di cibo, o negativi, come segnali chimici di stress. I risultati indicano che le risposte alla luce non sono semplici riflessi, ma possono essere influenzate dall’esperienza, variando tra specie, trattamento e lunghezza d’onda.

Lo studio sottolinea la presenza di una forma elementare di memoria associativa di medio-lungo termine: alcuni esemplari hanno mostrato un cambiamento nel comportamento anche a distanza di 16-24 ore dall’addestramento. Le differenze riscontrate riguardano non solo la preferenza per ambienti illuminati o bui, ma anche parametri di locomozione come esplorazione, inattività e velocità di movimento.

Implicazioni della ricerca UniPR sugli ostracodi

“I risultati ottenuti dimostrano che anche organismi di dimensioni ridotte, dotati di sistemi nervosi relativamente semplici, possono manifestare forme sorprendenti di plasticità comportamentale”, afferma Elena Bellavere, prima autrice e corrispondente dello studio. “Gli ostracodi si rivelano così modelli promettenti per esplorare le basi evolutive della percezione, dell’apprendimento e dell’adattamento agli ambienti acquatici”.

Il ruolo dell’Università di Parma è stato cruciale nella progettazione dello studio, nell’analisi dei dati e nell’interpretazione biologica dei risultati, oltre che nella redazione del manoscritto. La collaborazione internazionale ha permesso di integrare competenze diverse: la conoscenza ecologica e tassonomica degli ostracodi dell’Universitat de València, l’approccio bioingegneristico e di analisi comportamentale della Scuola Superiore Sant’Anna, e l’expertise dell’Università di Parma nello studio della biologia, ecologia ed evoluzione degli ostracodi.

Innovazione tecnologica e approccio sperimentale

“L’integrazione tra biologia evolutiva, ecologia comportamentale e tecnologie miniaturizzate rappresenta uno degli aspetti più innovativi di questo lavoro”, evidenzia Giampaolo Rossetti. “Questa ricerca dimostra come strumenti sviluppati nel campo della bioingegneria possano aprire nuove possibilità per studiare organismi poco esplorati, ma essenziali per comprendere l’evoluzione della vita acquatica”.

La componente bioingegneristica è stata fondamentale nello sviluppo del metodo sperimentale. Le arene lab-on-a-chip e il sistema di tracciamento delle traiettorie hanno consentito di monitorare in modo controllato e quantitativo il comportamento di animali di circa mezzo millimetro, registrando non solo la loro scelta tra ambienti illuminati e non, ma anche dettagli sulla locomozione.

Il contributo dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna si è concentrato sulla creazione della componente tecnologica e metodologica dello studio, contribuendo alla progettazione dei paradigmi sperimentali e degli approcci etologici utilizzati nei test comportamentali, nonché allo sviluppo delle piattaforme miniaturizzate per il tracciamento automatizzato, utilizzate per quantificare con precisione il comportamento degli ostracodi.

Prospettive future e implicazioni ecologiche

“Dal punto di vista neuroetologico, questi risultati dimostrano che anche organismi con sistemi nervosi semplici possono integrare stimoli sensoriali, modificare il comportamento in base all’esperienza e mantenere forme di memoria associativa”, commenta Donato Romano. “Gli ostracodi diventano così un modello interessante per studiare l’evoluzione dell’apprendimento e dei sistemi sensoriali negli invertebrati acquatici”. “Questa scoperta ha anche importanti implicazioni per la robotica bioispirata”, aggiunge Romano. “Comprendere come piccoli organismi navigano e si adattano a ambienti complessi può fornire spunti per sviluppare robot autonomi capaci di esplorare e adattarsi in contesti dinamici”.

Il contributo dell’Universitat de València è stato fondamentale per inquadrare ecologicamente e biologicamente le specie studiate, raccolte in ambienti umidi e salmastri della Comunità Valenciana. Le tre specie considerate mostrano differenze per habitat, tolleranza alla salinità, struttura oculare e modalità di movimento, fornendo un contesto comparativo utile per comprendere come ecologia, morfologia e comportamento influiscano sulla risposta alla luce.

“Gli ostracodi sono frequentemente studiati per il loro valore tassonomico, ecologico o paleontologico, ma il loro comportamento è ancora poco esplorato”, osserva il docente dell’Universitat de València Francesc Mesquita-Joanes. “Questo lavoro dimostra che specie diverse possono reagire in modi distinti agli stessi stimoli luminosi, probabilmente in base alla loro ecologia, alla struttura dei loro organi visivi e al loro modo di interagire con l’ambiente. È un passo significativo per comprendere il ruolo del comportamento nell’adattamento di questi piccoli crostacei agli habitat acquatici”.

Oltre al valore intrinseco per la biologia evolutiva, i risultati presentano implicazioni più ampie per lo studio dell’ecologia sensoriale. La capacità di distinguere e apprendere segnali luminosi potrebbe essere cruciale per la scelta del microhabitat, la ricerca di cibo, l’evitamento dei predatori e, potenzialmente, anche nei comportamenti riproduttivi. Questo studio suggerisce che la complessità comportamentale degli ostracodi sia stata sottostimata fino ad oggi.

Infine, la ricerca apre nuove prospettive per futuri studi integrati che combinino comportamento, morfologia, genomica e analisi dei sistemi visivi. In particolare, l’uso di piattaforme lab-on-a-chip e sistemi di tracciamento automatico potrà contribuire a una migliore comprensione di come i piccoli invertebrati acquatici percepiscano l’ambiente e adattino il proprio comportamento.

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto