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8 febbraio 2011

Parlare di Teatro a Teatro: tagli alle speranze in un Convegno al Piccolo dell’Unical

Un incontro all’Università della Calabria per valutare le possibilità di rinascita del Teatro Moderno.E’ davvero una situazione preoccupante quella emersa durante la Conferenza indetta al Piccolo Teatro dell’Università della Calabria dal Presidente dell’Associazione Uniteca ( Unione Imprese Teatrali Calabresi) Yazdani Shapur. L’Uniteca è l’associazione di categoria che difende il lavoro professionale delle compagnie teatrali operanti sul territorio e in quest’incontro di ricognizione pone il problema di come gli ulteriori tagli alla cultura imposti dal governo vadano a colpire “l’unico settore produttivo Calabrese” e la possibilità di abrogare o modificare leggi che oggi riducono fondi già scarsi di circa il 50%. Si parla anche di un impegno del Consiglio Regionale ad aumentare gli investimenti e le spese nel settore, ma ancora nulla di sicuro.

Poi l’Associazione, che unisce sul territorio ben undici diverse realtà teatrali, ci illustra dei dati relativi all’Industria teatrale calabrese: ben 1.100 spettacoli l’anno in 21 Stagioni, 15.000 giornate lavorative, 8 Rassegne tematiche, un Festival Internazionale, oltre 30 Laboratori di formazione e avviamento, oltre 200 persone, escluso l’indotto, impiegate ogni anno nel settore.
Per quanto riguarda la qualità della produzione artistica sono stati raggiunti importanti traguardi : 4 premi Ubu, 2 Oscar olimpici del Teatro, un Festival di rilevanza Nazionale, e la creazione di un Teatro Stabile. Su questi numeri, secondo Shapur,le istituzioni dovrebbero rimodulare la quantità delle risorse da erogare aprendo un dialogo costruttivo con le imprese per poterle ottimizzare.

In Calabria attualmente le Compagnie ricevono in media dalla Regione 800 euro a spettacolo, mentre se è la Regione ad organizzarne uno spende almeno 15 volte di più.
L’unica alternativa, per chi vuole continuare a produrre cultura e lavoro, è di aumentare i costi al botteghino, rendendo così meno competitiva e fruibile la sua fantasia, unica merce il cui valore non è ancora possibile stabilire al grammo, e sulla quale il potere riesce più facilmente ad accanirsi, a stendere un velo o a speculare.
Il Rettore dell’Unical Giovanni La Torre è intervenuto a questo proposito per ribadire la solidarietà istituzionale dell’Ateneo al mondo artistico rappresentato dall’Uneca. Un tentativo necessario di condivisione e di rilancio del patrimonio teatrale e, in senso più ampio, culturale prima che il malgoverno delle risorse comuni ne stabilisca la dissoluzione.

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