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23 febbraio 2011

Rivoluziona il mondo dell’astrofisica, ma è ancora un precario

Veneziano, 48 anni, più di 60 pubblicazioni scientifiche. Lo scienziato Fabrizio Tamburini è l’artefice di una scoperta che rivoluzionerà il mondo dell’astrofisica: il problema della misurazione della rotazione dei buchi neri con le vorticità elettromagnetiche. Presso l’università di Padova però, dove lavora, resta assegnista ricercatore a contratto annuale.La scoperta, pubblicata sul «Nature Physics», potrebbe addirittura confermare il fenomeno della relatività ipotizzato da Einstein. Punto di partenza dei suoi studi sono stati gli scritti di Enrico Fermi, fisico italiano famoso nel mondo per i suoi studi e contributi teorici nell’ambito della meccanica quantistica della fisica nucleare.

Con l’aiuto di un team di studiosi svedesi appartenenti all’Università di Uppsala, Tamburini ha scoperto che “Il buco nero si comporta un po’ come una lente, focalizzando la luce ed introducendo con la sua rotazione anche vorticità ai fotoni: la misura di questi fotoni, con radiotelescopi che evitano le distorsioni introdotte dall’atmosfera, potrà rivelarsi l’effettiva rotazione del buco nero”.

Già noto nel mondo scientifico grazie alla sua sperimentazione della trasmissione di onde elettromagnetiche grazie ai cosiddetti “vortici ottici,” lo studioso veneziano si appresta a ricevere i massimi riconoscimenti dall’intero mondo scientifico, la sua situazione lavorativa non cambia. Il suo posto resta quello di precario, con un salario di 1.300 euro mensili.

Marilena Grattacaso

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