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16 febbraio 2011

Università Campus Bio – Medico : Laser e radiofrequenza

Uno studio pilota, presentato oggi al Policlinico Campus Bio-Medico, mostra effetti biostimolanti della nuova tecnologia tutta italiana

Può la chirurgia estetica e ricostruttiva non solo eliminare i difetti della pelle, ma anche ridarle vita? È questo l’interrogativo su cui si sono confrontati con più sorpresa medici ed esperti di tecnologia laser nel corso del convegno appena conclusosi presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma.

Ad animare il dibattito sono stati i risultati dello studio pilota realizzato dall’Area di Chirurgia Estetica e Ricostruttiva, diretta dal Prof. Paolo Persichetti, volta a verificare gli effetti di una nuova tecnologia tutta italiana, che combina l’utilizzo del laser CO2 con la radiofrequenza per l’eliminazione di difetti dell’epidermide. “A distanza di due mesi dal trattamento – osserva la Dott.ssa Stefania Tenna, Ricercatrice che ha seguito i pazienti coinvolti nello studio pilota – abbiamo notato non solo una maggioreefficacia di questa apparecchiatura rispetto ai laser frazionati, ma addirittura un recupero di tonicità dei tessuti, la riduzione della dimensione dei pori e un riallineamento delle fibre di collagene”.

Osservazioni confermate dalle analisi al microscopio, effettuate dalla Dott.ssa Norma Cameli, dell’Istituto Dermatologico San Gallicano.

Nel complesso la sinergia tra laser e radiofrequenza ha permesso di raggiungere risultati significativi di rimodellamento dell’epidermide, utilizzando però livelli inferiori di energia. Maggiore efficacia, quindi, rispetto ai laser frazionati, senza cadere però negli effetti collaterali pesanti e nei lunghi periodi di convalescenza che imponevano le prime generazioni di laser. “Il problema dei laser CO2 – ha spiegato il Dott. Emanuele Bartoletti, dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma – è sempre stato il fatto che avesse tempi di recupero di molti mesi, imponesse al paziente nei primi giorni dopo l’intervento l’uso di bende sul viso e anche rischi di pigmentazioni indesiderate. Questa nuova metodica mostra risultati significativi, uniti ai vantaggi della sua mininvasisività”.

Con Smartxide2 – è il nome della nuova apparecchiatura – i medici del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico hanno trattato pazienti con cicatrici da trauma e da acne, con effetti evidenti già dopo un trattamento.

Con una seduta ambulatoriale, effettuabile anche senza anestesia, abbiamo constatato un’attenuazione significativa delle cicatrici e già dopo una settimana il gonfiore e gli arrossamenti della pelle provocati dal laser erano scomparsi – sottolinea la Dott.ssa Tenna – Va tenuto anche presente che nello studio pilota erano coinvolti solo pazienti che sierano sottoposti in precedenza ad altre metodiche senza risultati soddisfacenti”.

Gli esiti positivi dello studio daranno ora vita a una sperimentazione clinica multicentrica, che servirà anche a verificare la possibile efficacia della nuova metodica su altre patologie.

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