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1 marzo 2011

Dalle meteoriti la vita sulla Terra

La scoperta ha del sensazionale perché risponde a una domanda che, da sempre, ognuno si pone: come è arrivata la vita sulla Terra?
La risposta arriva da una ricerca coordinata proprio dall’italiana Sandra Pizzarello, che da oltre 40 anni lavora negli USA, nell’Università dell’ Arizona.
La vita arriva, potremmo dire, dalle stelle o, più precisamente (anche se forse meno poeticamente), da un meteorite.

Dalla composizione di un tipo di meteorite molto primitivo scoperto in Antartide che appartiene alla famiglia delle condriti carbonacee, i più antichi tra questi fossili del Sistema Solare precipitati sulla Terra arriva la prova sperimentale. “Abbiamo scoperto che la sua composizione è più primitiva rispetto a quella di altre meteoriti”, scrivono i ricercatori. Soprattutto, le polveri della meteorite hanno rilasciato una grande quantità di ammoniaca nel momento in cui sono state trattate in condizioni che riproducevano quelle che esistevano sulla Terra primitiva, con temperature molto alte e pressione elevata. E’ quindi molto probabile che sia arrivata dallo spazio l’ammoniaca grazie alla quale è nata la vita sulla Terra. E’ stato il “la” che fra 4,4 e 2,7 miliardi di anni fa ha dato origine alla formazione delle prime molecole organiche.

Significativo che la ricerca, pubblicata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, porti la firma di Sandra Pizzarello, da alcuni definita “la signora delle meteoriti”.
Sandra Pizzarello lavora nell’università dell’Arizona dal 1970 e sa che in Italia la sua storia professionale sarebbe stata completamente diversa. Veneta di origine, biochimica nell’università di Padova, aveva interrotto la sua attività di ricerca per dedicare il suo tempo ai quattro figli. Una scelta coraggiosa, che l’ha tenuta fuori dall’università per ben 15 anni. Poi la voglia di tornare al lavoro e l’opportunità di trasferirsi negli Stati Uniti per seguire il marito.

“Sono ancora convinta che in Italia non sarei mai riuscita a tornare al lavoro. Immagini se dopo 15 anni avessi bussato alla porta del dipartimento di Biochimica ….” Negli Stati Uniti, invece, “é stato possibile, prima di tutto perché qui non esiste il preconcetto che debba esserci una continuità: se in Italia si lascia un anno la continuità é rotta. Se poi si diventa madri o se si vuole fare altro arriva il pregiudizio. In Usa basta dimostrare che sai fare una cosa”.

Così 40 anni fa Sandra Pizzarello ha seguito un corso avanzato di Biochimica nell’università dell’Arizona, poi un finanziamento dalla Nasa. “Ho cominciato così, grazie ad una combinazione di competenze da offrire e di voler dare opportunità di fare ricerche”. Oggi ha 78 anni, è professore emerito dell’università dell’Arizona e le sue ricerche sulle meteoriti, come quella appena pubblicata, sono tuttora finanziate dalla Nasa. Continua a lavorare a pieno ritmo e senza soste: “lavoro quando voglio, praticamente a tempo pieno, ero qui anche nel fine settimana. Questa è la bellezza di quello che faccio”.

Tommaso Ceruso

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