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25 marzo 2011

Incidente alla Centrale Nucleare di Fukushima

A seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, provocato dal terremoto e dallo tsunami che l’11 marzo scorso hanno sconvolto il Giappone, un team di esperti pisani hanno creato da pochi giorni una rete internazionale di contatti per monitorare la situazione e diffondere via mail, informazioni e pareri scientifici sulle possibili modalità di reazione agli eventi.

Grazie al coordinamento del professor Francesco D’Auria, diversi ricercatori dell’Università di Pisa e di altri enti internazionali, facenti parte del Gruppo di Ricerca sul Nucleare di San Piero a Grado, hanno difatti realizzato una newsletter che si pone come obiettivo di cercare e filtrare le notizie reperibili in rete; monitorare in modo approfondito ed accurato quanto sta succedendo nei reattori di Fukushima; fornire valutazioni e proposte attraverso le competenze e l’esperienza maturate all’Università di Pisa.

Le newsletter sono indirizzate sia a specialisti del settore, alcuni rappresentati dell’International Atomic Energy Agency (IAEA), ma anche a coloro che avevano partecipato a novembre al forum pisano sulle tecnologie nucleari.

Le newsletter hanno riscosso notevoli consensi sia grazie all’alta specializzazione del Gruppo Di San Piero a Grado sulle questioni legate alla sicurezza degli impianti nucleari, sia perché il professor D’Auria è un esperto dei reattori ad acqua bollente, che appartengono allo stesso tipo installato nella Centrale di Fukushima, di cui ha condotto diversi studi sulle procedure e le modalità di funzionamento per garantirne la sicurezza anche in caso di emergenza.

Le newsletter sono articolate in due parti: nella prima viene descritta la condizione dei reattori e delle unità che hanno subito danneggiamenti; nella seconda parte sono descritte le possibili azioni da intraprendere.

Inoltre il gruppo pisano ha evidenziato, attraverso un analisi preliminare la quantità totale di radiazioni emesse durante l’incidente alle centrali 1-4 di Fukushima. Fino ad oggi esso è inferiore a 1/1000 di quanto emesso durante l’incidente di Chernobyl del 1986.

Il dramma giapponese riaccende con grande fervore il dibattito sul nucleare sia a livello internazionale che in Italia ponendo in particolare l’accento sulla sicurezza. Da questa tragedia potrà prevalere il convincimento che la strada migliore da seguire in futuro sia quella delle energie rinnovabili?

Per maggiori informazioni: www.grnspg.ing.unipi.it

Pietro Marzocca

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