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22 marzo 2011

San Pietro in Vincoli: storia di una facoltà

San Pietro in Vincoli
San Pietro in Vincoli

San Pietro in Vincoli

Dal bosco sacro…alla Facoltà di Ingegneria (ovvero come riassumere 3000 anni in poche righe): ecco cos’è San Pietro in Vincoli e dove si trova.

Come studente di Ingegneria alla Sapienza, andando ogni giorno in Facoltà (la cui sede principale è ubicata nell’antico convento adiacente la basilica di San Pietro in Vincoli) e preso anche dai molteplici impegni della vita universitaria come lezioni, esami e interminabili pause caffè con gli amici, spesso non faccio caso alla bellezza architettonica che ho intorno anche perché, per dirla tutta, viene tutt’altro che messa in risalto…anzi, pare che di questi tempi è una fortuna che alcune opere stiano ancora in piedi.

Detto ciò, dato che vi trascorro gran parte del mio tempo, mi sembrava quasi doveroso conoscere, almeno per grandi linee, la sua storia…che vi ripropongo in queste righe: la Facoltà si trova nell’ex convento dei Canonici Regolari della Congregazione del Santissimo Salvatore in Laterano che si erge sul Fagutale, la maggiore delle tre alture che formano l’Esquilino, uno dei sette colli su cui venne fondata Roma.

Il Fagutale, inteso come bosco sacro di faggi consacrati a Juppiter fagutalis, costituiva l’arce (ossia la rocca) del Colle Oppio ed era abitato già molto tempo prima della fondazione di Roma. Su questa piccola roccaforte urbana, vi era la dimora fortificata di Tarquinio il Superbo prima che questi diventasse re, mentre alle Sette Sale (la cima del Colle Oppio) vi era molto probabilmente la reggia di Servio Tullio.

Le attuali vie che circondano la Facoltà seguono da vicino il tracciato degli antichi Vicus (aggregati di case e terreni appartenenti a circoscrizioni che non avevano alcun diritto civile) che congiungevano il Fagutale alle altre cime dell’Esquilino e alla Suburra. Quest’ultima fu sede di edilizia popolare, mentre sul Colle Oppio vi erano le residenze signorili e le ville urbane, come quella di Mecenate. La Domus Aurea di Nerone, le terme di Tito e di Traiano, la Praefectura Urbis, sono gli edifici monumentali che furono costruiti nell’area in cui attualmente si trova la Facoltà.

Dal convento alla facoltà di San Pietro in Vincoli a Roma

Il convento che ospita la sede è situato presso la basilica di San Pietro in Vincoli, fatta costruire nel 442 d.C. da Eudossia, moglie dell’imperatore Valentiniano III, per custodire le due catene che avevano imprigionato San Pietro nel carcere Mamertino e che, miracolosamente, si sarebbero fuse insieme. Tale convento, terminato nel 1503, si sviluppa attorno ad un chiostro rinascimentale, tra i più belli del Rinascimento romano, attribuito a Giuliano da Sangallo. Al centro del cortile si può trovare la vera di un pozzo (balaustra di protezione che cinge il foro del pozzo) dall’elegante pianta ottagonale, scolpita da Simone Mosca, sormontata da un cavalletto formato da due coppie di colonne sostenenti un architrave con cimasa, attribuita addirittura a Michelangelo Buonarroti.

Sotto al pavimento del cortile si conserva una cisterna medioevale che ha le dimensioni di un cubo di circa nove metri di lato, oggi indicate da una sottile linea di pietra che scorre in mezzo ai sassi di fiume che compongono la pavimentazione del cortile. Dai quattro angoli del cortile, dove vi erano i discensori per l’acqua piovana, convergevano verso il centro quattro canalette che giungevano ai quattro chiusini, ovvero i quattro dischi bianchi collocati presso gli angoli del perimetro e per i quali si potrebbe scendere in altrettanti piccoli locali ricavati fra la volta della cisterna e il pavimento del chiostro.

In questo antico complesso trovarono la loro sede la Scuola di Ingegneria (1873), quella di Matematica e quella di Disegno. In un primo tempo tali spazi, seppur di dimensioni ridotte, si dimostrarono sufficienti per via dell’esiguo numero di studenti iscritti. Questa situazione durò ovviamente per poco tempo e furono quindi necessari dei lavori di ampliamento. Il primo lavoro in assoluto fu la realizzazione di una biblioteca (l’attuale biblioteca Boaga), all’interno della quale vennero riutilizzate alcune delle scaffalature già presenti nel convento dei Canonici Regolari, in cui tutt’ora si può vedere l’antica iscrizione dedicata al cardinale Antonio Andrea Galli, presbitero di San Pietro in Vincoli.

Nel 1895 venne costruito l’edificio per l’istituto di Chimica applicata e nel 1908 quello per l’istituto di Elettrotecnica. A cavallo tra il 1922 e il 1925 ebbe luogo un più ampio intervento edilizio comprendente la costruzione, attorno al chiostro, di un nuovo e più ampio complesso, i cui lavori però non furono mai portati a termine, proseguendo così con opere provvisorie nella direzione delle terme imperiali finchè, nel 1935, gli istituti di Matematica e di Disegno furono trasferiti nella nuova sede della Città Universitaria.

L’ultimo grande intervento edilizio risale al 1950, in cui il prof. Nicolosi studiò la ristrutturazione di alcune parti della Facoltà ed iniziò la realizzazione di un nuovo edificio in cui ospitare l’istituto di Elettronica. Il resto è storia dei giorni nostri.

Luca Salvino

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