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12 marzo 2011

Unisa: Modifiche allo Statuto al via la 1° assemblea generale

E’ per il 14 marzo, alle ore 10, presso l’aula delle Lauree “Nicola Cilento” dell’Università degli Studi di Salerno, l’appuntamento con la 1° ASSEMBLEA GENERALE per le modifiche allo statuto.

Con l’approvazione della riforma Gelmini lo scorso 28 gennaio, infatti, è stato previsto che, entro 6 mesi dall’entrata in vigore della riforma, gli atenei italiani sono tenuti a modificare, attraverso la Commissione Statuto, lo Statuto in base ai criteri dettati dalla riforma(composizione del senato accademico; ruolo dipartimenti; nomina del Rettore…).

La Commissione Statuto è composta da 15 membri:

-* Rettore;

-* 2 studenti (scelti dal senato accademico e dal consiglio di amministrazione che abbiano in qualche modo operato in essi);

-* 12 membri (6 nominati dal consiglio di amministrazione e 6 dal senato accademico).

In merito all’elezione dei 12 membri della Commissione Statuto, però, bisogna fare una precisazione in quanto Controcampus già se ne occupò in precedenza quando il Coordinamento dei Ricercatori aveva promosso una procedura democratica di elezione, che si era conclusa il 31 gennaio alle 20, per far si che l’individuazione dei membri della Commissione Statuto fosse frutto di una reale scelta democratica e non frutto dei limiti, antidemocratici e per nulla trasparenti, più volte denunciati della riforma Gelmini.

Alla fine delle elezioni furono eletti 5 membri e venne chiesto, così, al Senato Accademico, al Consiglio di Amministrazione, ai Presidi e allo stesso Rettore che la Commissione Statuto fosse realmente rappresentativa di tutte le categorie presentando al Rettore il risultato delle elezioni insieme ad una petizione sottoscritta da 218 ricercatori; una richiesta dei professori associati di Scienze MM.FF.NN. sottoscritta da 120 docenti e un appello dei professori associati.

Il Rettore e il Senato Accademico, però, non presero in considerazione i risultati delle elezioni promosse dal Coordinamento dei Ricercatori ma hanno optato per un criterio di competenza ( in materia di gestione, ecc…) in base al quale sono stati eletti 10 professori ordinari 1 ricercatore e 1 professore associato( quest’ultimi eletti in base alla loro precedente o attuale presenza nel Consiglio Nazionale Universitario).

L’assemblea generale avrà cadenza mensile fino al mese di luglio con le seguenti date:

-* 14 marzo;
-* 11 aprile;
-* 9 maggio;
-* 6 giugno;
-* 18 luglio;

Per non arrivare impreparati –spiega Diego Barletta, ricercatore presso la Facoltà d’Ingegneria dell’Università di Salerno- si stanno muovendo dei gruppi di studio misti composti da professori associati, ricercatori, ricercatori precari e studenti con lo scopo di documentarsi sulla riforma e portare delle proposte da poter sottoporre all’attenzione della Commissione Statuto nell’ambito di questi 6 mesi in cui si decideranno le sorti dell’Ateneo salernitano”.

Le assemblee generali, infatti, sono l’unico momento in cui tutti, nessuno escluso, possano esprimersi sullo statuto che altro non è che la Carta Costituzionale dell’Ateneo a cui ogni singolo componente del mondo universitario deve fare riferimento: “è il momento per dialogare con la Commissione Statuto -continua Barlettaper far si che vengano limitati, anche se in parte, i danni che comporterà l’applicazione della riforma in modo da salvaguardare l’Università di Salerno, quell’universo di saperi pubblico, libero, aperto, partecipato, trasparente ed etico. Ed è proprio per questi motivi che punteremo a far si che vengano garantiti alcuni principi base come: il carattere pubblico dell’ateneo salernitano e la conseguente autonomia dello stesso evitando in questo modo di perdere in ricerca e didattica; la possibilità di partecipazione nel momento decisionale di tutte le componenti potendo finalmente eleggere e non nominare come si continua a fare tutt’ora ma soprattutto bisogna che all’Unisa vengano rispolverati quei principi etici persi di vista da un po’ di tempo in modo tale da rendere il nostro ateneo trasparente nei processi decisionali e non solo”.

Ma come si sa la riforma non interessa solo questo ma anche altri punti che forse dovrebbero essere presi con le pinze la composizione del Consiglio di Amministrazione, l’elezione del Rettore o il cercare di stabilire un equilibrio decisionale tra Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione(quest’ultimo dotato, con la riforma, di maggiori poteri rispetto al primo) ma il punto più delicato in assoluto è la riforma dei dipartimenti: “Con questa riforma –spiega il ricercatore Diego Barlettai dipartimenti avranno un duplice compito ossia occuparsi sia della didattica che della ricerca, un compito, questo, che sembra essere positivo sotto ogni punto di vista, ma c’è un problema, infatti, c’è la possibilità che si andranno a creare delle strutture cosiddette di raccordo che andranno a sostituire le attuali facoltà assumendo un potere molto forte in materia decisionale”.

Speriamo -conclude Barlettache queste assemblee abbiano reale peso nelle decisioni future della Commissione Statuto e che non siano lasciate a se stesse come delle chiacchierate tra amici”.

Dora Della Sala

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