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17 marzo 2011

Università di Verona : Infinitamente

Verona città d’arte e cultura dal 17 al 20 marzo ospiterà la terza edizione del festival “Infinitamente”, manifestazione realizzata dall’Università in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune ed il Consorzio “Verona Tuttintorno”.

Dopo il successo dello scorso anno con oltre 10 mila presenze, quest’anno il festival proporrà un programma ricco di oltre 40 incontri e dibattiti, 9 laboratori ludico-didattici per bambini, ragazzi e adulti, la mostra fotografica “Blow up – immagini del nano mondo” ideata dal Centro S3 di Modena con la collaborazione della fotografa Lucia Covi, gli spettacoli, “Infinitamente libri” e “Optional”, l’installazione artistica che ricalca le forme del cervello per farci riflettere sul significato che la mente ha per l’uomo. Quest’anno la manifestazione è inserita nel calendario ufficiale della Brain Awareness Week, la settimana mondiale della divulgazione degli studi sul cervello.

Giunto alla terza edizione, “Infinitamente” propone un fine settimana intero da vivere intensamente nel segno della curiosità e della voglia di ascoltare, discutere, vedere e fare. E di divertirsi. Il festival ha il suo cuore pulsante nelle neuroscienze, nelle scienze cognitive, nell’intelligenza artificiale e nella robotica, ma predilige la contaminazione e si apre a tante altre discipline: storia, economia, letteratura, storia dell’arte, giurisprudenza, scienze matematiche, linguistica, filosofia, genetica e musica.

Dopo aver indagato i confini dell’intelligenza artificiale e della coscienza, quest’anno i percorsi ruoteranno attorno a tre concetti chiave: perfezione, errore e differenza. Sarà un viaggio stimolante e condito di ironia, perché solo la mente dell’uomo ha questa potenzialità. E va coltivata. Un itinerario per capire che la perfezione è oggetto della nostra tensione quotidiana, ma vi è una positività nascosta nell’errore. E le differenze aggiungono sapore alla quotidianità e possono essere un valore aggiunto per superare il mito della perfezione e il pregiudizio sull’errore.

“Infinitamente”, che nasce da una stretta collaborazione tra Università e Comune di Verona, presenta anche quest’anno un programma ideato da Maria Fiorenza Coppari, coordinatore dell’Ufficio comunicazione integrata d’Ateneo. La manifestazione è stata realizzata con il supporto delle Fondazioni CariVerona e Cattolica Assicurazioni con il patrocinio del Miur, dell’istituto di Neuroscienze e dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Tra i patrocinatori anche la Società Letteraria, l’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere e il Conservatorio di musica “Dall’Abaco”. Tra i sostenitori anche Agsm e l’associazione calcio ChievoVerona.

Gli incontri si terranno a macchia di leopardo in varie sedi cittadine. Dalla Gran Guardia all’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere, dalla Società letteraria al Polo Zanotto, da Palazzo Forti alla Biblioteca Civica, dall’auditorium di Giurisprudenza al Museo di Storia Naturale, all’Università della Terza età: ogni angolo di Verona sarà animato da “Infinitamente”.
Scienziati di livello internazionale parteciperanno a tavole rotonde, interviste, talk show allo scopo di “esportare” l’Università dai luoghi accademici, “contagiando” la città. La manifestazione è ideata per suscitare curiosità, per approfondire le questioni scientifiche, le sfide tecnologiche, le domande filosofiche più stimolanti che le ultime frontiere della scienza – dalle neuroscienze all’intelligenza artificiale – stanno sempre più sottoponendo alla comunità scientifica e al nostro vivere quotidiano.

“Infinitamente” propone quest’anno un viaggio nel fascino della perfezione, nel quale gli errori e le differenze giocano da protagonisti. Un viaggio in cui, con un pizzico di ironia, si metterà in discussione la connotazione negativa spesso attribuita agli errori e si cercherà di comprendere il valore delle differenze. La perfezione è oggetto della nostra tensione quotidiana mentre meno lampante è la positività nascosta nell’errore. La perfezione ci attrae, ma un sistema privo di errori è un sistema rigido ed immobile che non cambia mai e non migliora. L’errore, in quanto elemento di flessibilità e fonte di differenze è quindi spesso una chiave vincente verso il perfezionamento.

Il ricco programma di “Infinitamente” è articolato in quattro percorsi: ascoltare, per dare voce agli scienziati e ai protagonisti del mondo culturale; vedere, con una mostra che coniugherà scienza e arte intitolata “Blow up. Immagini del Nanomondo” a Palazzo Forti; fare, in cui i visitatori potranno mettersi alla prova in laboratori didattici per l’apprendimento ludico; e divertirsi con eventi artistici, teatrali e musicali.

Sono previste oltre 40 conferenze, tavole rotonde e incontri con neuroscienziati, storici, letterati, filosofi, archeologi, storici dell’arte, psicologi. Molti i protagonisti di prestigio, fra i quali i filosofi Roberta De Monticelli e Giulio Giorello, Giorgio Israel ordinario di storia della matematica e membro dell’Académie Internationale d’Histoire des Sciences, Gian Francesco Giudice fisico del Cern di Ginevra e il linguista Andrea Moro. Presenti anche personaggi del mondo dello spettacolo come Enrica Bonaccorti e Giovanni Storti del famoso trio “Aldo Giovanni e Giacomo” protagonista di una conferenza spettacolo dal titolo “Resisto, dunque sono”.

Oltre a ospiti provenienti da università italiane e straniere, saranno presenti numerosi docenti dell’ateneo veronese che vanta una scuola di eccellenza per le neuroscienze, in particolare grazie al contributo di Giovanni Berlucchi, uno degli indiscussi protagonisti nel panorama internazionale di questa disciplina.
Tra gli altri appuntamenti previsti durante il week end non mancheranno i laboratori per bambini e adulti sui giochi della mente, informatica, musica, il gioco della maschera, studio delle opere d’arte, lingua inglese e matematica per insegnanti, con spazio anche per la musica e per l’arte. Per partecipare ai laboratori è necessario prenotarsi dal 7 al 19 marzo allo 045.8036353.
Sabato 19 marzo alle 19 a Palazzo Castellani di Sermeti, l’ensemble degli studenti del dipartimento di musica antica del Conservatorio “Dall’Abaco” di Verona Risonanze Antiche si esibirà nel concerto Et è pur dunque vero? – L’arte dell’imperfezione: in programma musiche di compositori italiani e francesi dell’epoca rinascimentale.

Nei giorni del festival all’ingresso del Palazzo della Gran Guardia sarà presente una mostra mercato del libro di divulgazione scientifica per adulti e ragazzi e dei testi degli autori presenti al festival. Sempre alla Gran Guardia sarà allestita “Optional”, l’installazione artistica di Renato Meneghetti. Un gigantesco encefalo costruito in vinile trasparente gonfiabile come una mongolfiera, come un pallone aerostatico; floscio a terra quando sgonfio, meandri di tubi trasparenti formano gli emisferi cerebrali che improvvisamente si gonfiano a riformare una cupola gigantesca. L’apertura tra i due emisferi permetterà l’accesso ai visitatori alla “cattedrale”. Un segnale acustico avvertirà dell’imminente crollo e una voce esorterà il pubblico ad uscire.

La manifestazione è completata da un pacchetto turistico promozionale con agevolazioni proposte dal Consorzio Verona Tuttintorno.

Ogni evento prevede libero accesso alle sale fino all’esaurimento dei posti disponibili. Le possibili variazione del programma saranno segnalate nel sito della manifestazione: www.infinitamente.univr.it.

Università degli Studi di Verona
Ufficio Stampa
Telefono: 045.8028164
Email: ufficio.stampa@ateneo.univr.it
Responsabile coordinamento comunicazione: Maria Fiorenza Coppari
Capoufficio stampa: Sandro Benedetti
Addetta stampa: Sara Mauroner

Infinitamente. Un motore culturale per Verona e la sua Università
L’Università moderna si differenzia dall’Università tradizionale soprattutto perché quella rappresentava il meccanismo per produrre un dominio di proprietà della conoscenza e della trasmissione di abilità professionali. Questa, l’Università moderna, appartiene alla società civile e non solo perché mette a disposizione l’insegnamento di tutti coloro che ne hanno il potenziale di apprendimento, ma perché il suo sapere, i frutti della sua ricerca debbono essere messi a disposizione della collettività, per consentire la crescita individuale ma anche della cultura della comunità, che in qualche misura diviene titolare delle acquisizioni di conoscenza che si generano al proprio interno. Questa è una delle ragioni che giustificano, anzi, rendono necessario l’intervento dello stato sull’Università che è certamente formazione superiore del singolo, ma è progresso di sapere e della conoscenza universale.

Malgrado gli strumenti telematici abbiano messo a disposizione di chiunque l’informazione, non è facile attuare questa divulgazione al di fuori delle aule di studio, soprattutto non è facile farlo con la autorevolezza che proviene dalla qualificazione scientifica della fonte. E’ impressione molto comune di chiunque abbia avuto questa esperienza, che il più illustre scienziato invitato alla classica tavola rotonda o al diffusissimo talk show televisivo, anche se invitato ad illustrare temi attinenti alla sua indiscussa competenza non riesce a trasmettere il valore di questa sua competenza che inevitabilmente si infrange di fronte al parere diverso formulato da un opinionista di occasione, per quanto ignaro della materia. Io sono per questa ragione convinto che questo tipo di manifestazioni siano degli spettacoli, non degli eventi culturali.

Laddove con le autorità territoriali si riesce a condividere il valore della educazione e della conoscenza collettiva, la potenza della curiosità, allora si riesce a costruire un sistema di condivisione mantenendone la competenza piena al di fuori dei corsi accademici. La formula è quella del festival scientifico, pensato tre anni orsono dalla dottoressa Coppari dell’Università di Verona e realizzato in collaborazione con il Comune di Verona e con il Consorzio Verona tutt’intorno, corredato della piena qualificazione scientifica derivante dal reclutamento di una parte consistente degli accademici veronesi ma anche di una folta schiera di alte personalità nazionali. Il marchio” Infinita….mente” dopo tre anni è ormai collaudato. Penso che sia una felice ed icastica espressione di quel vastissimo ambito nel quale si realizzano le neuroscienze insieme alle scienze cognitive, massima espressione della più alta connotazione dell’essere umano, la mente.
Il nostro ambizioso obiettivo è quello di aggiungere alle attrazioni di questa splendida città, oltre a Shakespeare, oltre all’opera lirica, oltre al suo fantastico vino, anche questo evento di divulgazione scientifica.

Spesso, particolarmente in alcuni contesti culturali, il presupposto teorico inconscio del vero e dell’erroneo è interpretato, sia per la scienza che per le arti, come l’esistenza di un assoluto al quale avvicinarsi in termini di progresso. Una serie di approssimazioni lineari verso un qualcosa che esiste al di fuori e verso il quale l’uomo si spinge per tentativi, con l’ipotesi di raggiungere un traguardo. In questo senso la conoscenza viene interpretata come un progresso lineare.

Si può tuttavia immaginare come ipotesi più affascinante e vicina al “vero ontologico” un’idea di proiezione all’esterno di dimensioni che sono intrinseche alla natura umana; come se ogni uomo avesse il bisogno naturale di leggere la storia personale di ciascuno e, in una proiezione complessiva, la storia dell’uomo come un progresso-miglioramento – concetto ispiratore, ad esempio, per molti aspetti del percorso di ipotetico progresso nelle cure mediche – mentre si tratta forse di una dimensione intima, intrinseca all’uomo. Una dimensione che nella sua dinamica dialettica continua a spingere dall’interno ma non implica un’idea di progresso lineare, quanto un percorso per cerchi concentrici, la cui dimensione, forse, in questa fase storica è resa un pò nebulosa da un comune atteggiamento di appagamento dei sensi. Per questa ragione o, meglio, in quest’ottica, un festival che collochi gli aspetti dell’errore, perfezione, differenza come dimensioni esistenziali e trasversali ai diversi orientamenti disciplinari, sembra essere la naturale conseguenza delle precedenti edizioni e puo’ rappresentare un’occasione per scoprire in se stessi che questi tre aspetti non sono contraddittori, ma sinergici.

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