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25 marzo 2011

Viaggio al centro della Terra

Parteciperanno 24 paesi, tra cui l’Italia: con una trivella azionata da una nave e si attraverserà la crosta terrestre scendendo fino a 6 km, l’obiettivo è arrivare al mantello.

La missione di Ecord che salperà il 13 aprile per restare in mare fino al 3 giugno, cade a 50 anni esatti dal primo tentativo di raggiungere il mantello terrestre. Oggi, con un’esperienza di mezzo secolo di trivellazioni petrolifere, i ricercatori hanno la chiave per diventare, come “gli scienziati più felici del mondo”.

I ricercatori non si fanno illusioni sui tempi, l’importante per adesso è raggiungere il record attuale di profondità (2.111 metri sotto al fondale marino) in un punto del Pacifico orientale al largo del Costa Rica. Ma per toccare il traguardo del mantello, spiega Damon Teagle, ricercatore dell’ Università di Southampton “ci siamo dati la scadenza di fine decennio” .

Le tecnologie usate in Islanda nel settore geotermico daranno la possibilità ai ricercatori di lavorare a 300 gradi. Ma molte altre saranno le sfide da superare durante il cammino: la pressione enorme, la necessità di trovare materiali resistenti per la punta delle trivelle e lubrificanti efficienti.

Di partenza per lo scavo sono stati ipotizzati tre punti nel Pacifico: a est del Messico, a est del Costa Rica o alle Hawaii.
Punti importanti perchè spiega ancora Teagle “Sotto al mare la crosta terrestre è più sottile e basta scavare 6 chilometri per raggiungere il mantello, in corrispondenza delle terre emerse invece la crosta ha uno spessore di almeno 30 chilometri, dobbiamo scegliere un punto vicino ai crinali sottomarini, ma non troppo: lì la crosta si forma continuamente ed è più sottile, ma le temperature sono anche più alte”

Insomma tante le difficoltà che sicuramente si troveranno nel corso della missione.

Lo scavo verrà effettuato dal ponte di una nave: il gigante giapponese Chikyu, 210 metri di lunghezza, 56mila tonnellate di stazza e una specializzazione in trivellazioni a grandi profondità per studiare i terremoti.
Insomma una missione che potrebbe fornire dettagli interessantissimi sulle dinamiche di terremoti, vulcani, e sull’evoluzione geologica del nostro pianeta.

Teagle e la collega Benoit Ildefonse del Centro di geoscienze dell’università di Montpellier sono pronti quindi a guidare la missione europea di 24 paesi (fra cui l’Italia) Ecord, preparato ad attraversare la crosta terrestre e a toccare per la prima volta il mantello.

Per la scienza sarà un tesoro prezioso, tanto e quanto le rocce lunari raccolte dalla missione Apollo.

Maria Teresa Violi

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