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25 marzo 2011

Viaggio al centro della Terra

Correva l’anno 1864, quando, Jules Verne, nel suo capolavoro Viaggio al centro della Terra, ipotizzava che il centro del nostro pianeta si potesse raggiungere tramite la bocca di un vulcano islandese. Ora, un equipe di scienziati, appartenenti a ventiquattro Paesi diversi, proverà a raggiungere il mantello terrestre passando per l’Oceano Pacifico.

Gli scienziati che prenderanno parte al progetto fanno parte del European Consortium for Ocean Research Drilling. La spedizione, che partirà il mese di aprile, verrà interamente svolta da una trivella, anche perché la grande pressione (21 milioni di chili al chilometro quadrato) e le elevatissime temperature (300 gradi), impediscono a qualsiasi essere vivente di inoltrarsi all’interno del nostro pianeta.

Scopo principale della missione è quello di raccogliere campioni di rocce e di raggiungere la profondità di sei km, gettando così, per la prima volta, uno sguardo sul mantello terrestre.

Diversi i siti prescelti per iniziare le operazioni di trivellatura. Sono stati ipotizzati tre punti nel Pacifico: a est del Messico, a est del Costa Rica o alle Hawaii.

Il Professor Damon Teagle del Centro nazionale di oceanografia dell’Università di Southampton, responsabile del progetto, spiega il perché della scelta. “Sotto al mare – spiega Teagle – la crosta terrestre è più sottile e basta scavare 6 chilometri per raggiungere il mantello”.

Moltissime le difficoltà a cui l’equipe di scienziati dovrà far fronte. Le sfide principali nascono dalla pressione enorme, dalla necessità di trovare materiali resistenti per la punta delle trivelle e lubrificanti efficienti.

Proprio per questo il termine che gli studiosi si sono dati ha una scadenza decennale. Il primo obbiettivo sarà quello di raggiungere la profondità massima fin ora toccata da una trivella, 2.111 m.

Lo scavo verrà effettuato dal ponte di una nave: il gigante giapponese Chikyu, 210 metri di lunghezza, 56 mila tonnellate di stazza e una specializzazione in trivellazioni a grandi profondità per studiare i terremoti.

La speranza di Teagle e dei suoi colleghi è quella di non ripetere la poco lusinghiera spedizione del progetto Mohole, che, nel 1961 tentò senza successo di raggiungere il mantello, ma si arenò solo dopo 183 metri di scavo a causa di difficoltà tecniche, spese fuori controllo e dissidi sulla leadership.

Francesco Tamburrino

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